Quarantasei giorni alla festa del secolo. Il Napoli vi arriva con la responsabile ambizione dell’uomo di cinema. Aurelio De Laurentiis non le ha mai sbagliate. L’ha anticipata a sabato 1 agosto, per dare centralità e migliore cornice. Fu fondato in piazza della Carità nella serata del 26, con l’involontaria colonna sonora del pianoforte a coda Napolitano nello stesso edificio. La data cade in campionato già aperto, nel mercoledì fra la prima gara esterna con il Genoa e la seconda a Fuorigrotta con il Como. Meglio salvare le suggestioni dell’evento. Sono già cominciate con l’annuncio di Repubblica. Il giornale sabato alle edicole offre in dono ai lettori il libro azzurro dedicato al centenario, “Un secolo di gol”.
Per il Napoli sono intanto giorni intensi. Giovanni Manna e Max Allegri, in promettente sintonia dopo gli stressanti mercati con Conte, pianificano la selezione tra ben 47 tesserati, chi c’era e chi rientra dai prestiti. Più che una società, un terminal di aeroporto. Un caos che si è rivelato prezioso: Napoli è finito secondo alternando 28 giocatori. Ha retto ai 43 infortuni muscolari. Senza, avrebbe rivinto lo scudetto, è la tesi del presidente. Lo disse anche a Conte durante il suo mesto congedo. Manna cerca ora di sistemare altrove giovani e doppioni fra 5 portieri, 13 difensori, 14 centrocampisti, 15 attaccanti. Merita una riflessione De Bruyne come Lucca, gradito a Conte e richiesto alle 8 di una domenica di luglio 2025 con una telefonata accorata di De Laurentiis al presidente udinese Pozzo. Lucca è stato subito scaricato alla prima fermata come un viaggiatore salito in treno senza biglietto. Era questo il Napoli concitato di un anno fa. Prima degli acquisti, Allegri con Manna visionano invece con calma l’outlet Napoli, c’è qualcuno da recuperare?







