Al matrimonio con Tommaso Paradiso, a Capalbio, un raso di seta senza fronzoli ridefinisce l'eleganza bridal

Capalbio, una pieve romanica del Duecento, e la luce di metà giugno che filtra tra le navate: è in questa cornice che Carolina Sansoni ha pronunciato il sì davanti a Tommaso Paradiso. Una cerimonia religiosa intima, celebrata da don Marcello Serio, dopo nove anni di relazione e la nascita della piccola Anna, venuta al mondo nell’aprile 2025 e presente al fianco dei genitori durante lo scambio delle promesse.

L’abito da sposa di Carolina Sansoni

Niente pizzi, niente strascichi monumentali, niente corsetti scolpiti: Carolina Sansoni ha puntato tutto su un raso di seta lavorato in purezza. Corpetto aderente, maniche scivolate che scoprono le spalle, scollo a barca e un drappeggio leggero in vita: la gonna scivola via morbida, senza sovrastrutture. È la cifra di un certo bridal-wear contemporaneo che nelle ultime stagioni ha progressivamente abbandonato il decorativismo a favore di tagli architettonici e materiali che parlano da soli. Il risultato è un abito che funziona tanto in chiesa quanto, volendo, su un red carpet: una sposa-non-sposa, lontana dall’iconografia da torta nuziale e più vicina all’eleganza scarna delle ultime collezioni couture.