Dopo la vittoria per 7-1 dei tedeschi contro i caraibici ai Mondiali 2026, Nmecha e Tah pregano con gli avversari: gesto di fede, rispetto e fratellanza.

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Nella prima partita giocata ai Mondiali 2026 la Germania ha battuto Curaçao 7-1. In campo è successo quel che tutti i pronostici davano per scontato: vittoria e goleada dei tedeschi. Ma c'è stato un altro episodio che è andato oltre il cliché previsto: Felix Nmecha e Jonathan Tah non vanno a raccogliere l'applauso dei tifosi né si abbandonano ai soliti festeggiamenti ma si avvicinano agli avversari, li abbracciano poi assieme a loro si stringono in cerchio e pregano per qualche attimo. "In partita siamo rivali ma una volta terminata siamo tutti fratelli", ha aspiegato Nmecha dopo l'incontro spiegando che dietro quel gesto di fairplay e condivisione c'era un sincero sentimento confessionale.

La scena e il video sono diventati virali poiché quel momento ha mostrato un lato del calcio che difficilmente si vede sotto i riflettori: ovvero, valori condivisi ben oltre il risultato sportivo (più ancora, se di proporzioni umilianti come nel caso del match in Coppa del Mondo). I calciatori di Germania e Curaçao stretti in preghiera Quel momento di sport, rispetto reciproco al di là della notevole differenza rimarcata dai valori tecnici e fede è diventato virale sia perché insolito sia per l'immagine potente restituita. "Abbiamo fatto una breve preghiera insieme perché crediamo che Gesù sia glorificato attraverso il gioco", sono state le parole di Nmecha che hanno contribuito ad alimentare l'attenzione intorno a quel comportamento abbastanza inusuale. Negli ultimi anni il centrocampista di origini nigeriane del Borussia Dortmund è diventato particolarmente noto per la sua testimonianza pubblica di fede cristiana e per il coinvolgimento nel movimento "Ballers in God", al quale aderiscono diversi atleti credenti.