Una scena già vista, che ricorda - a chi c'era - ciò che accadde a Genova nel 2001. Ginevra si è trasformata in una città blindata alla vigilia del G7 di Evian. Migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata dalla coalizione "No G7", che riunisce oltre sessanta associazioni, sindacati e gruppi della sinistra internazionale. La protesta, partita in un clima inizialmente pacifico, è degenerata nel corso del pomeriggio di domenica 14 giugno con episodi di vandalismo e scontri con le forze dell'ordine.Secondo la polizia svizzera, al corteo hanno preso parte circa 20 mila persone, tra cui circa 600 appartenenti all'area dei black bloc. Gli organizzatori parlano di diverse decine di migliaia di partecipanti. I primi incidenti si sono verificati lungo il percorso della manifestazione. Alcune vetrine sono state spaccate, una banca è stata colpita a martellate e un'auto elettrica è stata incendiata. Le autorità hanno definito questi episodi isolati, ma il livello di tensione è aumentato progressivamente nel corso della giornata.Gli scontri più intensi si sono registrati nei pressi della stazione di Cornavin e successivamente nella zona di Grand-Pré. Alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti contro gli agenti, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Nel tardo pomeriggio i disordini si sono spostati nel quartiere delle Nazioni, sede di numerose organizzazioni internazionali. Qui alcuni gruppi di manifestanti con il volto coperto hanno tentato di entrare negli uffici della società di consulenza PwC, rompendo alcune finestre dell'edificio. La polizia ha fatto ampio uso di gas lacrimogeni per contenere i disordini.Quando la parte principale del corteo è rientrata al parco Mon Repos, punto di partenza della manifestazione, le autorità hanno dichiarato concluso l'evento e ne hanno ordinato lo scioglimento. Una parte dei manifestanti, tuttavia, ha proseguito la protesta dirigendosi nuovamente verso il quartiere dell'Onu. Gli scontri sono continuati in serata con nuovi lanci di oggetti e l'intervento degli idranti. La giornata ha riportato alla memoria le violenze che accompagnarono il summit del G8 del 2003 - sempre a Evian - quando la regione fu teatro di gravi disordini.A pochi chilometri di distanza, intanto, Evian-les-Bains si prepara ad accogliere i leader delle sette maggiori economie mondiali: Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, a cui si aggiunge l’Unione Europea. L'area è presidiata da posti di blocco e da un massiccio dispositivo di sicurezza. Il vertice si aprirà con una cena di lavoro dedicata alle principali crisi internazionali. Tra i temi al centro dell'agenda figurano la guerra in Ucraina, la situazione in Medio Oriente, l'accordo tra Stati Uniti e Iran, la sicurezza energetica e l'intelligenza artificiale. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che i leader discuteranno anche delle conseguenze dell'intesa tra Washington e Teheran, compresa la riapertura a lungo termine dello Stretto di Hormuz.
Al G7 di Ginevra esplode la protesta: scontri, lacrimogeni e assalti nella città blindata - Il video
Ventimila manifestanti contro il vertice di Evian. Disordini attribuiti a gruppi black bloc mentre i leader arrivano in Alta Savoia per discutere di Ucraina, Me










