The Markets Never Sleep: i mercati non dormono mai. Così recita un antico adagio di borsa, più che mai attuale. Nonostante l’ormai imminente inizio dell’estate, infatti, l’operatività di borsa è decisamente viva. Da un lato i mercati sono focalizzati sui primissimi giorni di quotazione in borsa di SpaceX, con l’IPO più grande (per ampio distacco) della storia ed una prima seduta all’insegna dell’euforia con un ulteriore rialzo vicino al 20%. Dall’altra i temi geopolitici restano centrali, con le crescenti speranze di pace fra USA ed Iran (ma anche i timori di un’inflazione ancora in crescita).

Nel frattempo, la Banca centrale europea ha alzato i tassi di interesse per la prima volta dal 2023, con l’intento di evitare di trovarsi a dover rincorrere i prezzi. Per quanto riguarda le banche centrali, in settimana il calendario economico è ancora fitto, con le riunioni della Banca centrale giapponese, di quella britannica e della Federal Reserve, che avvia così il post Powell (ma senza i tagli ai tassi chiesti da Trump qualche mese fa).

Scenario più che mai complesso, dunque, con le borse che – sulle speranze di pace – sono tornate a pochi punti dai massimi storici. Contestualmente le quotazioni del petrolio hanno ritracciato, scivolando in area 85 dollari al barile (per il WTI, punto di riferimento per il prezzo del greggio USA) e in area 90$ per il Brent nordeuropeo. Colpo di reni per l’oro, che era reduce da oltre tre mesi di ribasso. Le quotazioni sono scese nei giorni scorsi fino a ridosso del livello psicologico dei 4.000 dollari per oncia, per poi rimbalzare a 4.200 dollari. I timori derivanti dalla possibilità di altri rialzi dei tassi e di rendimenti dei bond in crescita hanno frenato l’oro in questi mesi. Resta da capire se il livello chiave dei 4.000 dollari determinerà una ripartenza dei prezzi (magari grazie anche ad una ripresa della domanda fisica, visto il ritracciamento dai massimi nell’ordine dei 25 punti percentuali).