Vietato nominare Ignazio La Russa. Pena la bocciatura dell’atto parlamentare. Al Senato non si può menzionare il presidente dell’Aula nelle interrogazioni parlamentari. Gli uffici di Palazzo Madama, secondo quanto hanno riferito a Domani, hanno addotto come motivazione una prassi per cui la seconda carica dello Stato non può essere nemmeno citata negli atti di sindacato ispettivo.

Quei soldi alla nipote di La Russa: «Scelta per i suoi onorari bassi»

Il destinatario del messaggio è il senatore del Movimento 5 stelle, Mario Turco, che ha presentato un’interrogazione, a partire dall’articolo pubblicato da questo giornale sulle consulenze legali (per un totale di 90mila euro in tre anni) affidate dall’Enel all’avvocata Matilde Raspagliesi, nipote di Ignazio La Russa e collaboratrice dello studio La Russa (oggi gestito dal figlio Geronimo).

Tra politica e affari, la famiglia La Russa fa incetta di nomine

Nel caso specifico la società pubblica ha spiegato di aver assegnato gli incarichi alla professionista, senza alcun rapporto con lo studio. Turco, nell’esercizio delle proprie prerogative parlamentari, ha cercato informazioni aggiuntive dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in quanto responsabile del Mef, azionista nelle partecipate statali. L’esponente dei 5 stelle ha chiesto, tra le varie cose, se Raspagliesi abbia ricevuto «incarichi professionali, consulenze o affidamenti anche da parte di altre società pubbliche, controllate o partecipate direttamente o indirettamente dallo Stato». Quindi «in caso affermativo, quali siano tali società, la natura e il numero degli incarichi conferiti, gli importi riconosciuti, le modalità di selezione adottate».