In un venerdì pomeriggio di sole, in un parco affacciato sul Silver Lake Reservoir di Los Angeles, circa 30 persone – tra cui tre in costume da Zio Sam, Darth Vader ed Elsa di Frozen – si sono riunite per ascoltare il primo comizio ufficiale di Dan Greaney, candidato alle presidenziali statunitensi del 2028.“Miei concittadini americani”, ha esordito Greaney, in piedi dietro un leggio davanti a una fila di bandiere statunitensi mosse da una brezza leggera. “Sì, usiamo questa. È un classico”. Quel piccolo inciso autoironico è il genere di battuta che ci si aspetterebbe da uno sceneggiatore televisivo di lungo corso, che ha lavorato ai Simpson fin dall'epoca d’oro della serie negli anni Novanta.Oltre ad avere firmato episodi classici della serie come Un mare di amici e Maxi Homer, è noto anche per avere scritto Bart al futuro, trasmesso per la prima volta nel 2000 e ambientato in un futuro in cui Lisa Simpson è diventata presidente degli Stati Uniti e deve affrontare il disastro finanziario lasciato dal suo predecessore.Dalla battuta su Trump alla candidaturaProprio per quella battuta, a Greaney viene spesso attribuito il merito di avere previsto l’improbabile ascesa del vero Trump alla Casa Bianca. “Era un avvertimento all’America”, aveva detto a The Hollywood Reporter nelle prime fasi della campagna elettorale del 2016. “Era stata proposta perché era coerente con l’idea di un’America che perdeva la testa”.Da mesi Greaney ha deciso di abbracciare il suo alter ego da “Profeta”, pubblicando su Instagram video in cui predice la caduta di Trump e dei suoi alleati con barba e parrucca grigie da Antico Testamento. Venerdì, però, indossava un più convenzionale completo da politico in corsa per una carica pubblica. E il suo messaggio era serio.“È piuttosto ridicolo che io mi candidi alla presidenza”, ha detto. “È il genere di cosa che potrebbe fare il padre di una serie animata, qualcuno come, che so, Peter Griffin”, ha aggiunto sorridendo, citando il capofamiglia de I Griffin, invece di Homer Simpson. Greaney ha poi spiegato di essersi sentito spinto a difendere i valori che, secondo lui, la maggior parte degli americani condivide ancora. “Penso che la democrazia sia sotto attacco e che per molti versi sia stata demolita da una Corte suprema fuori controllo, da un presidente che non rispetta la legge e dalle cricche di miliardari per cui lavorano”, ha detto alla folla, composta soprattutto da amici e colleghi del mondo dello spettacolo.“Non è uno scherzo”, ha detto Greaney a proposito della sua campagna, nonostante una lunga carriera nella comicità che risale fino al periodo in cui è stato presidente dell’Harvard Lampoon. Ha lavorato anche come giornalista e ha esercitato la professione di avvocato. “La comicità non serve solo a far ridere”, ha continuato. “La comicità ha a che fare con la verità. E a I Simpson una delle cose che abbiamo sempre cercato di fare era raccontare la verità sulla vita americana, guardare oltre le chiacchiere e le messinscene e dire la verità sull’America con amore e umorismo, in un modo in cui le persone potessero riconoscersi e sentirsi coinvolte. Ed è quello che spero di fare qui”.“Quindi sì, è un po’ assurdo, ma non è uno scherzo”, ha ribadito. “Anzi, è un atto di coscienza”.Greaney ha concluso il suo intervento dicendo: “Vi invito tutti a unirvi al mio movimento e a costruire un’America che funzioni per tutti, compreso Darth Vader”.Greaney parla alla folla.