Il comandante Gaetano Rizzi, managing director e accountable manager di Airidea, la nuova compagnia aerea con base a Genova, è un veterano dei cieli. Con le stellette dell’Aeronautica militare ha riportato a casa il sottotenente dei parà Gianfranco Paglia, ferito in Somalia e – purtroppo – i corpi della giornalista Ilaria Alpi e del cineoperatore Miran Hrovatin. Ma è stato anche pilota per la Presidenza del Consiglio degli aerei su cui volava il Papa e il ministro degli Esteri. E poi, dopo aver coordinato i lavori della base antartica Concordia, pilota di Alitalia e di Ita. La sua storia s’intreccia con quella di Airidea nel 2025: da lui parte la proposta di fondare la nuova sigla di voli commerciali e insieme a lui abbiamo assistito – l’8 giugno scorso – al primo decollo dalla pista del “Cristoforo Colombo” dell’aereo biturboelica Saab 340 per Trieste. Comandante, i primi voli come sono andati? «Bene. Ovviamente i numeri ancora sono piccoli, perché siamo appena partiti, ma le prenotazioni stanno arrivando. Abbiamo una buona penetrazione sul mercato business e lo sapevamo, perché il tessuto ligure a nostro avviso è molto più consistente di quanto pensano i liguri stessi». Siete partiti con Trieste, con un aereo di soli 34 posti. La tariffa? «A tratta 227 euro, bagaglio e scelta del posto inclusi. Abbiamo avuto già buoni riscontri dalle aziende: raggiungere Trieste da Genova il mattino e poter tornare la sera consente di risparmiare tempo e denaro rispetto all’auto». Quali altri collegamenti? «Bologna, Bergamo, Firenze, Alghero, Olbia, Venezia. Per l’estate dovremmo fermarci qui, poi inseriremo altre destinazioni, alcune internazionali». Tipo? «Pensiamo alla Corsica, potremo incrementare la Sardegna e guardiamo anche più a Sud. Vorremmo creare una rete, magari facendo sinergie con altre compagnie che coprono segmenti più lunghi». Come nasce Airidea? «La società nasce il 23 dicembre 2025 a Genova con quattro soci. Ero stato contattato dalla famiglia Vivado per una consulenza e abbiamo cominciato a parlare. “Ma perché, se troviamo le risorse, non fondiamo una nuova compagnia? ” , la scintilla. Al gruppo si è aggiunto Lilio Lentini, oggi il direttore commerciale, e ha preso forma l’idea. Attenzione, l’idea, perché è poi il mercato che domina». Oggi l’azionariato come è composto? «C’è stato un recente aumento di capitale, con l’entrata di Global Group del principe Domenico Antonio Pallavicino (antica famiglia nobile del Nord Italia, nda) e soci – Claudio Senzioni e Cesare Bruzzone – con una quota del 40%. C’è un 38,8% della holding Otto Srl, di cui facciamo parte noi fondatori (i fratelli Gian Marco e Giovanni Vivado, Rizzi, Matteo Gatti e Famiglia Lentini, nda) e ci sono soci minori, il Gruppo GZeta e I Will Srl (al 5,9% la prima, un’agenzia di performance marketing e all’1,2% la seconda, una società di consulenza; è in trattativa il restante 14,1%, nda)». Il principe è amico di un fondatore? «No. L’amministratore del suo patrimonio, Senzioni, ha seguito una nostra presentazione e ci ha contattati, dicendosi confidente nel progetto (Senzoni è oggi presidente del Cda di Airidea, a fianco del Ceo Gian Marco Vivado e dei consiglieri Bruzzone, Rizzi e Giovanni Vivado, nda)” . Prevedete, oltre alla quotazione a Piazza Affari, l’ampliamento della flotta. Vero? «Sì. La previsione è di avere 12 aerei in tre anni». Su un aereo da 34 posti quale è il break-even? «All’incirca dieci posti. Il prezzo del biglietto va calcolato su una gamma di spese, dal carburante al marketing” . Sono voli per le aziende? «Assolutamente no. Guardiamo ai privati, ai turisti, ai passeggeri delle crociere». Che cosa ha di nuovo la vostra idea? «Il prezzo del biglietto fisso. Il servizio superiore a quello standard. La possibilità del cliente di farsi venire a prendere a casa, perché per noi il volo inizia proprio da lì». In che senso? «Il check-in lo facciamo tramite l’autista, al passeggero restano solo i controlli di sicurezza in aeroporto. A Genova stiamo trattando con alcuni soggetti, sicuramente il servizio è più conveniente di un taxi. E se il trasferimento ritarda, magari per il traffico, entro certi limiti possiamo aspettarlo». È vero che vi state preparando a portare a bordo anche il pesto? «Sì, abbiamo stretto una convenzione con un ristorante storico di Genova» .