Quella verità nelle scatole nere ancora tutta da scrivere. La morte di Duro Franci, bracciante agricolo stagionale di 33 anni, nato a Podgorie in Albania, residente a Conversano, schiacciato dal trattore agricolo Energit T3 Antonio Carraro Tgf 7800 sulla Strada vicinale Tarantino, territorio di Casamassima, sbalzato dal posto di guida mentre alle 14.10 di un afoso 23 agosto (temperature registrate in mattinata intorno i 32 gradi) stava rientrando nei depositi dell’azienda Pavone Srl di Rutigliano, che lo aveva ingaggiato il 7 agosto, appena 17 giorni prima (il contratto sarebbe scaduto il 31), sembrava un banale (per quanto drammatico) incidente stradale causato dal corso predeterminato delle cose.
Il pubblico mistero Luisiana Di Vittorio, titolare del fascicolo di indagine aperto sulla ipotesi di reato di omicidio stradale - che conteneva tutti gli atti, i documenti, i verbali e le prove raccolte durante i sopralluoghi da carabinieri e polizia locale di Turi, vigili del fuoco e operatori del 118 giunti da Putignano insieme ai tecnici di prevenzione dello Spesal Area Sud, sei mesi più tardi rispetto alla data della disgrazia (esattamente il 18 marzo 2025) - aveva chiesto al Gip del Tribunale di Bari di chiudere il procedimento penale ritenendo che gli elementi acquisiti allo stato dell’arte non consentivano di formulare una ragionevole previsione di condanna.








