Alla Mostra internazionale dell’aeronautica e dello spazio di Berlino, la settimana scorsa, l’Agenzia spaziale europea ha firmato due contratti che la maggior parte dei media italiani ha liquidato in tre righe nella sezione spazio. Thales Alenia Space costruirà i satelliti. Airbus realizzerà gli strumenti radar. Insieme, produrranno i Sentinel-1 NG (nuova generazione) – i successori della famiglia di satelliti radar che dal 2014 sorveglia la Terra con continuità, gratuitamente, per chiunque voglia guardare.

Non è una notizia per addetti ai lavori. O meglio: lo è, ma dovrebbe interessare anche chi non ha mai aperto un file GeoTIFF in vita sua. Perché questi satelliti non osservano un pianeta astratto – osservano il suolo sotto le nostre città, i fiumi che attraversano le nostre pianure, le coste che si erodono, le frane che si preparano in silenzio sulle nostre montagne.

Cosa fa un satellite SAR che un satellite ottico non può fare

Prima di parlare di Sentinel-1 NG, è necessario capire perché il radar conta. I satelliti ottici – quelli che producono le immagini a colori che tutti conoscono – funzionano come una macchina fotografica molto sofisticata: hanno bisogno di luce e di cielo sgombro. Di notte non vedono nulla. Sotto le nuvole, nulla. In presenza di fumo, nulla.