La faccenda è seria, trattandosi pur sempre di un illecito, e la sanzione particolarmente pesante, eppure c’è qualcosa di romantico nella notizia che arriva da Brugherio.
Quella della bicicletta che si credeva un motorino, che sfrecciava oltre i limiti nella cittadina brianzola, incurante del Codice della strada. Una bicicletta elettrica di fatto trasformata in ciclomotore, libera dalle limitazioni che la inchiodano ai 25 chilometri orari di velocità massima. Lei no, andava a oltre 30 all’ora anche senza pedalare, con la sola forza del suo “motore ausiliario elettrico”. Era lei a sfrecciare, in totale autonomia, senza bisogno della mano (pardon, della gamba) dell’uomo.
La polizia locale tuttavia non ha gradito e l’ha (doverosamente) sequestrata, relegandola in un deposito. Giusto così, il rispetto della legge e la tutela della sicurezza stradale prima di tutto. Ma noi favolisticamente l’ammiriamo, moderna locomotiva di gucciniana memoria. Non è più tempo di rivoluzione, forse, ma guai a smettere di sognare di essere qualcosa di più grande.









