Il golfo di Bagnoli è tutto un cantiere: dal lato di Nisida c’è la Marina militare che sta preparando l’accoglienza dei team per le preregate della Coppa America di settembre che si terranno sul lungomare di via Partenope. Di fronte - sulla colmata - si corre senza sosta, e siamo già al rush finale, per attrezzare le piattaforme sulle quali i team allestiranno le loro officine per mettere a punto le astronavi che volano sull’acqua perché queste sono le imbarcazioni che si sfideranno tra un anno. Le regate della Coppa America vera e propria, quelle dove si assegnerà il trofeo più prezioso della competizioni tra le barche a vela che si terranno la prossima estate. In gara ci sono 7 team: i defender, cioè i campioni in carica di Emirates Team New Zealand, gli sfidanti dei neozelandesi sono Luna Rossa per l’Italia, GB1 per la Gran Bretagna, Tudor Team Alinghi per la Svizzera, La Roche-Posay Racing Team per la Francia, American Racing Challenger Team Usa e Team Australia. E alcuni di questi equipaggi già stanno prendendo possesso dei loro spazi: il primo è stato quello degli inglesi di Gb1 la settimana scorsa. Entro fine mese arriveranno gli svizzeri di Alinghi dell’industriale farmaceutico Ernest Bertarelli. Voleva essere lui il primo nel 2006 a portare la Coppa America in Italia, a Napoli e proprio a Bagnoli. Sogno sfumato perché Napoli non era pronta, non c’era nemmeno il piano di rigenerazione urbana per l’area ex Italdiser.