Quando ha visto la sua piccola, di soli quindici mesi, avere le convulsioni si è spaventata temendo che si trattasse di una crisi epilettica. Così l’ha presa in braccio ed è corsa all’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola. Il più vicino a casa, visto che abitano proprio nella città dei Gigli. Qui i sanitari del pronto soccorso, dopo aver evitato il peggio e aver calmato le convulsioni della bimba, sospettando che fosse qualcosa di diverso rispetto ad una crisi epilettica, hanno riferito alla mamma di volerla trasferire al Santobono di Napoli per ulteriori accertamenti.

Una volta ricoverata presso l’ospedale pediatrico, le sono stati fatti ulteriori accertamenti, compresi gli esami tossicologici, che hanno dato esito positivo, confermando le ipotesi dei medici di Nola e rivelando un possibile avvelenamento da cocaina e thc, quest’ultimo principio attivo della cannabis. È accaduto tutto venerdì sera, la piccola ora sta meglio ma resta ricoverata in attesa di ulteriori accertamenti per escludere qualsiasi tipo di conseguenza e per individuare anche la terapia migliore da seguire per la disintossicazione completa. Nelle prossime ore potrebbe anche essere dimessa. Spaccio nel parco davanti ai bimbi: fermato specialista delle dosiLo choc Probabilmente le sue dimissioni dipenderanno, nei tempi, anche dagli accertamenti investigativi che stanno eseguendo i poliziotti del commissariato Vomero che sono stati immediatamente allertati dai sanitari del Santobono su quanto accaduto. La madre, che era con la piccola, non ha saputo fornire ulteriori dettagli se non il racconto di quando sua figlia ha iniziato ad avere delle convulsioni. Sospettando da subito che fosse una intossicazione da droga, già dopo il primo ricovero a Nola erano scattati i primi controlli a casa della piccola per cercare eventuali tracce di sostanza stupefacente. Ma gli esiti di quei riscontri sono al momento tenuti riservati dagli inquirenti in attesa di sentire nuovamente il padre il quale, al momento della perquisizione, non era in casa e neanche in ospedale con la figlia e la moglie. L’uomo, secondo i rilievi effettuati dai poliziotti nei database, ha dei precedenti proprio per spaccio di droga. Ma a casa, secondo indiscrezioni, non sarebbe stato trovato nulla. Bisogna ora capire se il racconto del padre convincerà gli inquirenti. Secondo i primi accertamenti, difatti, la piccola potrebbe aver assunto la sostanza trovata in casa e messa in bocca, come solitamente fanno tutti i bambini quando sfuggono al controllo dei genitori anche solo per qualche secondo, oppure potrebbe averla inalata magari durante il confezionamento delle dosi. I precedenti A settembre dello scorso anno, sempre all’ospedale Santobono, furono ricoverati due bambini per intossicazione da sostanze stupefacenti nel giro di 24 ore l’uno dall’altro. Entrambi molto piccoli, di poco più di un anno. La notte tra il 9 e il 10 settembre, arrivò al pronto soccorso pediatrico un bimbo in stato comatoso e con una serie di sintomi già facilmente individuati dai medici come conseguenze di una possibile intossicazione da ingestione di stupefacenti. Il piccolo, accompagnato dai genitori che lo avevano trasportato dalla loro abitazione a San Pietro a Patierno, è stato subito sottoposto agli esami tossicologici che hanno confermato l’ipotesi iniziale dei sanitari ovvero la presenza di Thc.Abusi su bambini e maltrattamenti, arrestati due uomini e due donneAlcune ore dopo, nella tarda serata del 10 settembre, un altro bimbo, trasferito dall’ospedale Vecchio Pellegrini, era nelle stesse condizioni. La madre, in quella circostanza, mentì ai sanitari raccontando che il figlio aveva raccolto qualcosa da terra in un’area verde pubblica non lontano dalla stazione Napoli centrale a piazza Garibaldi. Anche in questo caso, il piccolo risultò positivo al Thc. Entrambi i bambini sono stati salvati. Secondo i dati forniti dall’ospedale Santobono c’è una media di almeno quindici bambini ricoverati ogni anno per intossicazione da sostanze stupefacenti. Le conseguenze penali per i genitori sono diverse a seconda delle conseguenze che la loro negligenza produce: dai percorsi obbligati di recupero alla sospensione della genitorialità. In ogni caso c’è l'omesso controllo del minore.