Nell'ultimo mondiale, il Giappone fu una mina vagante. Partito in un girone proibitivo, si trasformò in ammazzagrandi, capace di battere - entrambe per 2-1 - le corazzate di Spagna e Germania, mandando a casa i tedeschi ancor prima della fase a eliminazione diretta. Subito dopo, i 'Samurai blu', come viene chiamata la Nazionale asiatica, si fermarono ai rigori contro la Croazia, negli ottavi di finale, raggiunti quattro volte ma mai superati.
Eppure, quel doppio successo è stato il più importante risultato della storia del Giappone, tanto che il commissario tecnico Hajime Moriyasu, in carica dal luglio del 2018, è stato riconfermato per un altro ciclo, diventando l'allenatore più longevo sulla panchina nipponica. Un onore che adesso vorrà ricompensare cercando di fare ancora meglio rispetto al 2022, anche se la nuova formula del mondiale prevede una partita in più e già passare un turno a eliminazione diretta rappresenterebbe una prima volta.
Il percorso di qualificazione
Sempre in Qatar, la Coppa d'Asia di inizio 2024 non è andata bene, con la sconfitta ai quarti di finale contro l'Iran. Da quel momento in poi, però, la nazionale nipponica ha cambiato marcia, avanzando spedita verso il mondiale 2026: è stata la prima squadra al mondo a qualificarsi sul campo, passando agilmente il girone asiatico. In amichevole, a ottobre, ha perfino battuto il Brasile di Carlo Ancelotti, rimontando nel secondo tempo il doppio svantaggio dei primi 45 minuti.








