Barack Obama ha rilasciato una lunga intervista al talk show «This Week» della ABC News. L'ex presidente americano, che iniziò il suo primo mandato il 4 novembre 2008, è stato sollecitato in particolare sull'accordo tra Usa e Iran che potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni. Per Obama, però «è irrealistico aspettarsi che un eventuale intesa tra il presidente statunitense Donald Trump e Teheran rappresenti un «miglioramento significativo» rispetto al patto sul nucleare di 11 anni fa». Il riferimernto è al Piano d'azione congiunto globale (noto come JCPOA), firmato da Teheran e dal gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito e Germania) nel 2015 e dal quale gli Stati Uniti, sotto l'amministrazione Trump, si sono ritirati unilateralmente nel maggio 2018.
Obama ha anche suggerito che sarebbe meglio negoziare un accordo che non soddisfi tutti i requisiti di Washington, al fine di evitare una guerra aperta. «È improbabile che un qualsiasi accordo raggiunto possa essere significativamente diverso o rappresentare un miglioramento significativo rispetto all'accordo che avevamo inizialmente», ha detto Obama, sottolineando che il suo accordo «aveva funzionato per un lungo periodo prima che gli Stati Uniti se ne ritirassero». «Questo ha proseguito Obama ci ricorda che, di fronte a molti problemi complessi di politica estera, l'idea di poter semplicemente imporre la nostra volontà con la forza o con i bombardamenti per trovare soluzioni può a volte sembrare allettante», ma che è meglio «prendersi il tempo per esplorare le vie diplomatiche ed esaurire le possibilità di raggiungere accordi che non risolvano il 100% del problema, ma l'80%, il 90%". «Verrebbe da pensare che avremmo dovuto imparare questa lezione molto tempo fa», ha poi commentato. «Spero che i bombardamenti cessino e che la gente comune non debba più subire le conseguenze della guerra».










