Il centrocampista della Turchia ha uno scambio di battute piccato in conferenza, dopo la sconfitta con l’Australia. Gli ricordano cosa ha detto il giorno prima.

Calhanoglu protagonista del botta e risposta con il giornalista dopo il ko ai Mondiali.

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I gol di Nestor Irakunda e Connor Metcalfe hanno avuto per la Turchia l'effetto di un bagno d'umiltà fatto con una secchiata d'acqua ghiacciata. Hakan Calhanoglu è tra quelli che l'hanno presa davvero male tanto da sbottare alla domanda del giornalista che gli chiede cosa è successo: il giorno prima s'era detto ingiocabile ("domineremo la partita"), il giorno dopo si trova a spiegare (in genere lo fa chi perde, insegna Julio Velasco) perché la sua nazionale abbia tenuto un possesso palla altissimo (anche oltre 70%) ma sia stata battuta e, più grave ancora, senza segnare. "Loro si sono chiusi dietro bene, abbiamo pagato per due errori nostri", è la riflessione fatta a 24 ore di distanza e a denti stretti tra uno sbuffo d'impazienza e un "non sono d'accordo" rifilato al reporter che gli ha ricordato il riferimento alla "qualità e al talento".

Nessuno si aspettava che l'Australia avrebbe potuto addirittura vincere con quello scarto (2-0) contro una nazionale sicuramente più accreditata sulla carta ma smentita alla prova del campo. Al commissario tecnico italiano, Vincenzo Montella, fischiano le orecchie. Ma non è il solo. Calhanoglu infastidito dalla puntualizzazione del giornalista Lo stesso giornalista che aveva raccolto le dichiarazioni è il protagonista del scambio di battute con Calhanoglu. Un botta e risposta scandito da un tono insofferente.