Un ragazzo di 17 anni ha ucciso a coltellate la zia e ha gettato il corpo nel fiume che scorre nei pressi della sua abitazione. È successo a San Stino di Livenza (Venezia). Il giovane ha confessato durante la notte messo alle strette dal magistrato Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone che indaga sul caso. Il pubblico ministero ha poi trasmesso il caso alla Procura dei minori di Trieste. Sul posto per i rilievi ci sono i carabinieri e il medico legale Antonello Cirnelli. Il movente dell'omicidio sarebbe legato a gravi dissidi familiari.
Ci sarebbe un rimprovero all'origine dell'omicidio della donna di 53 anni uccisa dal nipote. Lo ha riferito il ragazzo agli investigatori. Secondo quanto si apprende, il dissidio tra il giovane e la zia avrebbe origini profonde, legate alla gestione del patrimonio di famiglia su cui il giovane sembra avanzasse pretese.
Su questo aspetto sono in corso approfondimenti da parte dei carabinieri perchè la ricostruzione del reo confesso non è stata molto chiara. Fondamentali sono considerate dunque le versioni degli altri componenti del nucleo famigliare. La vittima e il nipote abitavano nel medesimo stabile, un edificio molto grande che permetteva ai due fratelli - la vittima, che non aveva compagni né figli, e il padre del giovane omicida, assieme alla famiglia di lui - di vivere in maniera indipendente.











