di
Francesco Bertolino
Nel 1916 Rockefeller diventò il primo miliardario grazie al boom del petrolio e, paradossalmente, all’Antitrust. Musk è appena diventato il primo trilionario sulla Terra grazie al monopolio dello spazio e all’intelligenza artificiale
«Standard Oil a 2.014 dollari rende miliardario il suo capo», titolava il New York Times il 29 settembre 1916. John D. Rockefeller era il primo uomo nella storia a mettere nove zeri accanto al nome, grazie al rialzo delle azioni della sua compagnia petrolifera che controllava circa il 70% del petrolio americano. Quasi 110 anni più tardi, l’ascesa patrimoniale di Rockefeller non farebbe più notizia. Oggi, calcola Ubs, nel mondo ci sono 2.919 miliardari e la popolazione continua a crescere con la corsa delle Borse. Per finire in prima pagina, perciò, adesso servono 12 zeri, cioè 1.000 miliardi di dollari. Tanti ne vale Elon Musk, diventato il primo trilionario sulla Terra dopo la quotazione da record di SpaceX.
Petrolio e spazioNel 1916 Rockefeller raggiunse il miliardo — somma che valeva fra l’1,5 e il 3% del Pil americano di allora — per merito dell’Antitrust. Nel 1911, infatti, la Corte Suprema Usa aveva imposto la divisione di Standard Oil in 34 società più piccole, lasciando al Robber Baron quote di minoranza in ciascuna di esse. Lo spezzatino finì, tuttavia, per sprigionare il valore delle parti del gigante petrolifero, rendendo paradossalmente Rockefeller ancor più ricco. Musk deve invece la sua fortuna di 1.000 miliardi — il 3% del Pil Usa — al monopolio dello spazio che gli Stati Uniti hanno deciso di privatizzare. Fondata nel 2002, SpaceX è stata responsabile del 51% dei lanci spaziali e, soprattutto, ha trasportato sui suoi razzi riutilizzabili quasi il 90% del materiale spedito in orbita.













