di
Paolo Salom
Il primo ministro giapponese in visita a Roma lunedì vede Meloni: «Io e Giorgia abbiamo rotto il soffitto di cristallo»
Sanae Takaichi, la prima donna premier giapponese arriva in visita ufficiale a Roma dove, domani, incontrerà la prima donna premier della Storia d’Italia. I due capi di governo si conoscono da tempo e si stimano vicendevolmente. Il Corriere ha intervistato la signora Takaichi.
Primo ministro, lei ha un rapporto di forte intesa con la nostra premier, Giorgia Meloni, e proprio quest’anno cade il 160esimo anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Tokyo e Roma (25 agosto 1866): quali sono i valori e gli obiettivi essenziali che i nostri Paesi condividono? In quali campi sarà possibile approfondire ancor più scambi e lavoro comune?«Giappone e Italia sono Paesi affini che condividono valori e principi imprescindibili quali libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani fondamentali e Stato di diritto, nonché una comune visione volta a garantire un ordine internazionale libero, equo e aperto. Quali membri del G7, collaborano poi su diversi aspetti. Puntando, pertanto, ad un ulteriore balzo in avanti della collaborazione bilaterale, nel giugno 2024, in occasione del Vertice G7 di Puglia, i due premier avevano annunciato il “Piano d’azione Giappone-Italia”, sulla cui scia la cooperazione nei vari settori è progredita costantemente. Nel gennaio scorso, durante la visita in Giappone del presidente Meloni, abbiamo così ridefinito le relazioni bilaterali quali “partenariato strategico speciale”, alzando ancora l’asticella. Tra i campi in cui si può ulteriormente rafforzare la collaborazione figura senz’altro la sicurezza economica: diversificazione e resilienza delle catene di approvvigionamento, inclusi minerali critici e semiconduttori, sono infatti sfide comuni. In ambito economico, puntiamo a promuovere il commercio bilaterale e gli investimenti e a sviluppare ulteriormente la cooperazione tra imprese. Anche nel settore dello spazio si va verso nuove forme di collaborazione, con un grande potenziale di applicazioni in ambito scientifico, della sicurezza, commerciale e industriale, compresa la gestione dei detriti spaziali, temi oggetto delle prime Consultazioni spaziali Italia-Giappone, tenutesi a Tokyo il mese scorso. Nel settore quantistico, invece, nella comune visione del G7, ci si attende una collaborazione che faccia perno su quella internazionale, volta, ad esempio alla definizione di standard mondiali. E ancora, oltre che nel settore dell’energia da fusione con il progetto Iter, la cooperazione mostra progressi nella scienza e tecnologia, dalla robotica AI, fino alla biofabbricazione e alla sismologia e vulcanologia: una cooperazione nelle tecnologie avanzate che, nell’era dell’innovazione tecnologica, contribuirà grandemente alla crescita e allo sviluppo dei due Paesi. In un contesto internazionale sempre più complesso e opaco, diviene poi fondamentale una collaborazione bilaterale nei settori della difesa e della sicurezza. Giappone e Italia, consapevoli che la sicurezza delle regioni euro-atlantica e indo-pacifica sono inscindibili, condividono la volontà di adoperarsi per un Indo-Pacifico libero e aperto (Foip). È dunque mia intenzione approfondire la collaborazione con l’Italia anche nell’ottica di un più attivo contributo alla pace e stabilità mondiali».








