di
Carlos Passerini, inviato a Houston
L'esordio contro la favola Curaçao è uno dei tanti testacoda offerti dal torneo, ma i tedeschi non riescono a sorridere: «Al Mondiale si va per vincere, non come ora»
Testacoda Mondiale. Il primo di tanti. Perché così funziona il format allargato a 48 squadre, che tanto piace alla Fifa ma che qualche perplessità la lascia, sotto l’aspetto dello scarto tecnico, della competitività. Vedremo. Stasera alle 19 italiane qui nell’insopportabile afa texana di Houston ci sarà già una prima risposta: Germania-Curacao mette infatti di fronte due estremi, due mondi, con la rosa dei tedeschi che vale quasi un miliardo di euro, oltre trenta volta quella dei caraibici, che rappresentano la più piccola Nazionale mai qualificatasi per una fase finale.
E che sta vivendo questa avventura con la leggerezza di chi sa che, comunque vada, è già un successo: il vecchio scuolabus senza finestrini per gli spostamenti, la musica reggae a tutto volume, i balli e i canti. La Mannschaft però non può farsi intenerire, se vuole mettersi finalmente alle spalle le tremende delusioni degli ultimi due tornei, con l’eliminazione ai gironi di Russia 2018 e Qatar 2022. Per accendere la macchina del tempo e tornare ai fasti di Brasile 2014, il c.t. Nagelsmann ha scelto di riaffidare la porta a Manuel Neuer, che ha un anno e mezzo più di lui — 40 contro 38 — e che era il leader della squadra che s’impose in Sudamerica, unica Nazionale europea a riuscirci nella storia.










