La comunità di San Giuseppe di Monza conclude oggi le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della consacrazione della chiesa di quartiere. Alle 18 andrà in scena un “podcast live“, un racconto a più voci che ripercorrerà la nascita della parrocchia, la costruzione della chiesa e le trasformazioni del quartiere dagli anni Sessanta a oggi. A guidare il pubblico saranno gli attori della compagnia Attori in corso, che hanno costruito la narrazione attraverso una rilettura sistematica di tutti i numeri de Il Cantiere, il mensile della comunità attivo dal 1959. Ne emerge uno spaccato vivido, fatto di parole, fatti e atmosfere che restituiscono la crescita di una comunità sorta, "là dove la città finiva in uno sbadiglio". Prima della chiesa, questa porzione urbana di Monza era in cerca di un’identità, sospesa tra i quartieri San Carlo e San Rocco. L’appuntamento di oggi chiude un trittico di celebrazioni iniziato sabato scorso con il concerto dell’arpista Vincenzo Zitello, accompagnato dal violinista Fulvio Renzi: un viaggio sonoro tra mito e visione, intervallato dalla lettura del XXXIII canto del Paradiso a cura degli attori parrocchiali.
Mercoledì, invece, la comunità ha accolto l’arcivescovo Mario Delpini, che ha celebrato la messa solenne nel giorno esatto della consacrazione del 1976, insieme ai sacerdoti che negli anni hanno segnato la vita della parrocchia. Anche l’occasione per ricordare la figura di don Peppino Arosio, fondatore della parrocchia e anima instancabile del quartiere dal 1961 al 1984.







