In vita Roberto Pietro Guerrino aveva seguito nelle loro visite istituzionali i grandi della Terra. Al loro fianco come fedele interprete di dialoghi di alto profilo in incontri bilaterali o plenarie. Ieri pomeriggio i Vigili del fuoco lo hanno trovato sdraiato nel salotto con il cranio fracassato. Il sessantenne era seminudo. Le ferite alla testa hanno lasciato pochi dubbi sul fatto di trovarsi di fronte a un omicidio. I pompieri hanno quindi lasciato il campo ai carabinieri della compagnia Milano Duomo. Seguiti dai colleghi della Sezione investigazioni scientifiche per i rilievi tecnici e gli specialisti della squadra Omicidi di via della Moscova per le prime indagini. Il sopralluogo, a cui ha partecipato anche il pm di turno Carlo Scalas, avrebbe già dato delle prime indicazioni. Guerrino sarebbe stato colpito con uno dei soprammobili che collezionava in casa. Quale sia stato usato come arma del delitto lo diranno l’autopsia e gli esami di laboratorio. Ne sono stati repertati diversi perché gli schizzi di sangue generati dall’aggressione li hanno macchiati. A innescare la macchina dei soccorsi è stato un ex compagno di Guerrino. La relazione risaliva a più di 15 anni prima, ma i due uomini erano rimasti in buonissimi rapporti e si sentivano regolarmente. Proprio l’assenza di risposte dell’interprete ha destato preoccupazione. L’ultimo contatto risaliva alla serata di venerdì. Poi il nulla. Sul cellulare di Guerrino si sono accumulati telefonate e messaggi senza risposta. L’ex fidanzato, che non vive a Milano, ha contatto la nipote di Guerrino. Intorno alle 16 la giovane è arrivata fuori al portoncino del civico 11 di via Nino Oxilia, stretta via del quartiere Nolo di Milano. Ha suonato più volte al citofono, ma senza alcuna risposta. I Vigili del fuoco hanno così raggiunto il quarto piano. Non hanno dovuto forzare la porta. L’anziana dirimpettaia è uscita sul pianerottolo e ha dato una copia delle chiavi, che aveva ricevuto in passato da Guerrino. Un scambio tra vicini in caso di emergenze o altre necessità. Il medico legale dalla prima ispezione ha rilevato che il sessantenne è stato colpito più volte. Un’aggressione iniziata e finita nel salotto. L’ipotesi è che a uccidere il sessantenne sia stata la persona con cui aveva concordato un appuntamento sessuale. L’uomo viveva da solo e non risulta avesse una frequentazione fissa nell’ultimo periodo. In passato aveva utilizzato chat e app per incontri. Non si è potuto escludere che l’omicida abbia voluto rapinarlo dopo un incontro e al tentativo di reazione di Guerrino lo abbia colpito con il primo oggetto che gli è capitato a tiro. Sia la vicina di casa che gli altri condomini non avrebbero sentito grida. «Era una bravissima persona, molto discreta e disponibile. Non aveva mai creato problemi», racconta la figlia della vicina di casa venuta a trovare la madre dopo che ha accusato un lieve malore per la scoperta della morte del sessantenne. Sicuramente l’omicidio è avvenuto nel cuore della notte. Forse all’alba. Alcuni testimoni hanno detto di aver visto Guerrino in uno dei bar della zona nella serata di venerdì. Dalle immagini delle telecamere di negozi e altre palazzine gli investigatori dell’Arma, diretti dai colonnelli Antonio Coppola e Fabio Rufino, sperano di poter individuare l’arrivo o la fuga del killer. Oltre che con i presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, Guerrino aveva lavorato - a leggere il suo curriculum - anche con Re Carlo d’Inghilterra, l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, l’ex premier Mario Monti e Mario Draghi quando era a capo della Bce.
Il giallo dell’interprete massacrato in casa a Milano. Lavorava con re e presidenti
Nel curriculum di Roberto Pietro Guerrino traduzioni per Carlo III e Draghi. L’ipotesi è che sia stato ucciso per rapina dopo un appuntamento. I colpi alla tes…










