Il caso. 14 giugno 2026 alle 00:34Tariffe elevate, pagamento solo con il telefonino: protestano i bagnanti

C’è chi si lascia andare a un’imprecazione, chi (quasi) prega, e chi se ne infischia e se ne va senza pagare. Guido, per esempio, («niente cognome, per favore») fa due tentativi, a vuoto, e sbotta. «Non funziona la geolocalizzazione, assurdo. Me ne frego, così come se ne frega chi dovrebbe garantire ai cittadini la possibilità di pagare: se troverò la multa la contesterò». Alessia Tuveri non si dà pace e insiste per quasi mezz’ora prima di riuscirci: «È assurdo che non ci sia un parcometro. Non solo devi pagare un salasso per una giornata di mare ma perdi un sacco di tempo per scaricare l’app, registrarti, inserire la carta di credito, quella “giusta”, cioè con i soldi dentro. Sembra una barzelletta». Anche Lyam Ouellet, turista canadese, 19 anni, lui sì nativo digitale, ci mette un po’. «Niente di troppo complicato, però il tempo che si perde per scaricare l’app e fare la registrazione...insomma potrebbe essere più rapido».

I cartelli “sbagliati”

Sabato mattina, ore 11, parcheggio accanto all’Ippodromo. La stagione estiva è appena entrata nel vivo ma è già polemica sugli stalli a pagamento: tariffe alle stelle, 10 euro per l’intera giornata (come lo scorso anno, per la verità) e difficoltà a pagare per l’assenza di sia personale che dei parcometri. I cartelli traggono in inganno, ammettono due modalità di pagamento: con app e con il parcometro. Invece si può utilizzare solo il sistema digitale e per molti bagnanti è una sfida di nervi. «I parcometri sono in fase di sostituzione, mancano le autorizzazioni amministrative regionali della Tutela del Paesaggio», spiega Carlo Arba, amministratore unico di Parkar, la società che gestisce i parcheggi a pagamento all’Ippodromo.