Una scossa di terremoto di magnitudo 4.7 è stata registrata alle 19:28 di sabato 13 giugno 2026 dal Centro Nazionale Terremoti dell'INGV nel Tirreno Meridionale, con epicentro localizzato in mare, a circa 35 chilometri dalle coste calabresi e a una profondità di 214 chilometri. Il punto più vicino alla terraferma risulta Ricadi, sulla Costa degli Dei, in provincia di Vibo Valentia.
Il sisma, benché avvertito in modo lieve in alcune località costiere della Calabria e della Sicilia nord-orientale, non ha provocato danni a persone o strutture. Secondo i dati diffusi dall'INGV, l'evento ha generato una Peak Ground Acceleration molto bassa (0.007 g), nettamente inferiore ai valori attesi per la zona e tale da non costituire alcun rischio per il patrimonio edilizio o per la popolazione. La profondità dell'ipocentro e la distanza dall'entroterra hanno ulteriormente smorzato la percezione della scossa, limitando gli effetti al solo risentimento nei piani alti degli edifici lungo la costa.La zona del Tirreno Meridionale e dello Stretto di Messina è storicamente interessata da numerosa attività sismica, spesso localizzata al largo o lungo la faglia dello Stretto. Nelle settimane precedenti, la rete INGV aveva già registrato alcuni movimenti tellurici moderati tra le coste tirreniche calabresi, la provincia di Messina e le Isole Eolie, quasi tutti di intensità inferiore a 3.3.Il territorio interessato presenta un patrimonio edilizio variegato, risalente spesso alla fine del Novecento e sottoposto a frequenti scosse di bassa e media intensità. Per quanto questa scossa non abbia provocato conseguenze, la memoria della popolazione resta segnata da catastrofi come quella del terremoto di Messina del 1908 - uno dei più tragici della storia d'Italia -, e dall'evento di Reggio Calabria del 1905.Le autorità locali e la Protezione Civile rimangono in stato di vigilanza, mentre il monitoraggio sismico prosegue costante in tutta l'area del Mediterraneo centrale.






