Lo stesso stile viscido, la stessa matrice intrisa di risentimento anonimo. Una nuova, pesante intimidazione scuote il palazzo municipale di Montevago e il mondo politico siciliano. Nel mirino, ancora una volta, c'è Margherita La Rocca Ruvolo: sindaca del centro agrigentino, deputata regionale di Forza Italia all'Assemblea regionale siciliana (Ars) e, ironia della sorte, componente di spicco della commissione regionale Antimafia.
Una lettera anonima, spedita tramite posta ordinaria e ricolma di insulti beceri, attacchi volgari e minacce striscianti, è stata recapitata all'ufficio protocollo del Comune. Una missiva fotocopia, non tanto nei contenuti precisi quanto nell'impronta criminale, rispetto ai precedenti episodi diffamatori che l'amministratrice subisce da anni. Il personale del municipio, seguendo i rigidi protocolli di sicurezza, ha immediatamente isolato la busta e allertato i carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Sciacca. I militari dell'Arma hanno sequestrato il documento e avviato i primi rilievi scientifici alla ricerca di impronte digitali o tracce biologiche che possano tradire il 'corvo'.
«Sono stanca di ricevere insulti, volgarità ed attacchi. La lettera è piena di tutto questo. Attacchi che vengono dalla stessa fonte e con lo stesso stile», ha dichiarato a caldo una sindaca visibilmente provata, ma non disposta a fare un solo passo indietro nella sua attività istituzionale. La caparbietà della prima cittadina deve fare i conti con una scia di odio che dura da troppo tempo. La Rocca Ruvolo, infatti, è un bersaglio storico della criminalità sotterranea e delle frange più violente del territorio: nel 2022 l'escalation aveva toccato il culmine con il macabro recapito di alcuni proiettili, un chiaro avvertimento di stampo mafioso volto a condizionare le scelte politiche ed economiche della sua giunta.








