Il tennis torna a vivere tensioni con gli organizzatori dei tornei del Grande Slam. Secondo il “Times”, infatti, l’attuale numero 1 al mondo Jannik Sinner, è tra i giocatori che stanno valutando il boicottaggio del torneo di doppio misto degli US Open (che dallo scorso anno è stato rivalutato con il coinvolgimenti di tennisti d’élite nel singolare) nell’ambito delle discussioni degli ultimi mesi sulla distribuzione dei premi economici negli Slam. Durante il Roland Garros, Sinner aveva dichiarato che la quota dei ricavi destinata ai tennisti negli Slam è “decisamente troppo bassa“. “Non si tratta solo dei top ma di tutto il parco giocatori. I Top 10 Atp e Wta hanno scritto una lettera lo scorso anno e non è ancora cambiato niente – aveva dichiarato il numero uno al mondo -. Negli altri sport se i top mandano una lettera importante credo che in 48 ore riceverebbero, non solo una risposta, ma anche un incontro“.
Proprio questa settimana, inoltre, Wimbledon Championships ha annunciato un aumento del 20% del montepremi, che raggiungerà circa 75,1 milioni di euro, nuovo record per il torneo londinese. L’associazione dei giocatori ha chiesto ai quattro tornei del Grande Slam di destinare il 16% dei propri ricavi ai premi già da quest’anno, con l’obiettivo di arrivare al 22% entro il 2030. La lamentela era diventata ancora più intensa circa due mesi fa, quando a poche settimane dal Roland Garros i tennisti prima scrissero una lettera (con firmatari anche Sinner e Alcaraz tra i tanti), poi tutti in conferenza stampa trattarono il tema con parole forti, iniziando a parlare di boicottaggio.







