Dopo cinque mesi dalla frana di Niscemi, come mai non sono stati ancora pubblicati in gazzetta ufficiale gli atti approvati dal governo nazionale, per il sostegno economico agli sfollati e i piani di intervento? Lo chiede il comitato sfollati di Niscemi che hanno perso case e attività economiche a causa della frana di gennaio.

«Nella vita concreta delle famiglie e limitatamente all’esigenza di fronteggiare l’emergenza abitativa - affermano in un documento - il contributo di autonoma sistemazione rappresenta certo un sollievo nel breve termine ma, lo rimarchiamo con forza da mesi, rimane altamente insufficiente a coprirne le complesse e urgenti esigenze indotte dalla frana. Le persone colpite dalla frana attendono risposte strutturali, certezze sui tempi di inizio dei lavori e sulle modalità di risarcimento per chi ha perso la casa».

Gli sfollati chiedono al commissario Fabio Ciciliano di riaprire il confronto con il comitato e con la comunità interessata, favorendo un percorso di collaborazione istituzionale che metta al centro i bisogni delle famiglie e acceleri l’attuazione delle misure già previste con le risorse già stanziate.

Ciciliano ha già riferito che le procedure vanno avanti, in coordinamento con la struttura commissariale e con il governo nazionale. In settimana, è stato deciso, dopo verifiche tecniche, di escludere dall’area interdetta cinque isolati del quartiere Sante Croci, quello più colpito dalla frana.