HomeCronacaAlpinisti morti sul Gran Paradiso: è in corso il riconoscimento. Forse trascinati da un compagno di cordataDue erano italiani: i corpi ritrovati a quota 3.600. L'incidente è accaduto sulla parete nord, dove il 30 maggio precipitò il comasco Andrea VillaI tre alpinisti sono precipitato dalla parete nord del Gran ParadisoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciAosta, 13 giugno 2025 – È in corso il riconoscimento dei tre alpinisti precipitati ieri dalla parete Nord del Gran Paradiso in Valle d'Aosta. Al momento, l’unica certezza e che almeno due sono di nazionalità italiana, ma resta da accertare la loro identità e la zona di provenienza.
I loro corpi sono stati recuperati ieri notte dall'elicottero del soccorso alpino valdostano. L’incidente mortale è avvenuto a una quota di circa 3.600 metri, sulla stessa via dove lo scorso 30 maggio era deceduto un alpinista comasco di 54 anni, precipitato per 500 metri davanti al fratello e a un altro compagno di cordata. Le indagini sono affidate ai finanzieri del Sagf di Entreves.
Cosa è successo
Dopo aver dormito al rifugio Federico Chabod, in Valsavarenche, a 2.750 metri di quota, i tre escursionisti erano partiti alle tre di mattina in direzione della cima, che si trova a 4.061 metri. La chiamata di soccorso è arrivata alla centrale unica di Aosta poco dopo le 19.30, per il loro mancato rientro. Grazie anche a un localizzatore Gps, attivato da uno degli alpinisti, i corpi sono stati individuati a una quota di circa 3.600 metri.












