Il Pakistan conferma: "C'è un testo definitivo". L'ok vincolato all'accettazione delle clausole Usa: soldi a Teheran solo se le rispetterà. A Ginevra tutto pronto

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Quattro aerei C-17 sono già decollati verso il Vecchio Continente con il materiale per la cerimonia, e il vicepresidente JD Vance è pronto a partire per Ginevra. Donald Trump, dopo aver annunciato su Truth l'accordo con Teheran e la cancellazione dei raid, anticipa che "abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo. Firmeremo molto presto, forse nel fine settimana in Europa". Il Pakistan, Paese mediatore, conferma: "È stato raggiunto un testo definitivo". Secondo il sito Axios, la possibile chiusura di un memorandum di intesa tra Washington e Teheran potrebbe avvenire "nei prossimi giorni" a Ginevra, e un diplomatico di uno dei Paesi mediatori spiega che il testo del documento include accordi come "la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz senza pedaggi" e "un alleggerimento delle sanzioni" nei confronti della Repubblica Islamica. Inoltre, si stabilisce "un prolungamento per 60 giorni del cessate il fuoco" tra i due Paesi in conflitto, valido "anche in Libano", ma su quest'ultimo aspetto cruciale, al momento, non sono indicati ulteriori dettagli. In aggiunta, la bozza "comprende un quadro che affronta la questione delle scorte di uranio arricchito iraniano", pur se "qualsiasi azione riguardante il programma nucleare iraniano dovrebbe dipendere da un secondo accordo più dettagliato". Lo stesso diplomatico aggiunge che le parti si sono trovate d'accordo sul testo del memorandum, riconoscendo però che "potrebbe essere ancora necessaria un'approvazione finale". Mentre un alto funzionario statunitense rivela come Trump avrebbe "accettato che una delle possibili soluzioni" sulla questione nucleare sia il "declassamento dell'uranio altamente arricchito iraniano all'interno del Paese sotto la supervisione di ispettori delle Nazioni Unite".