LFirenze, 13 giugno 2026 – Il 18 giugno sarà presentato il libro ‘Toscana sommersa’ (editore Sarnus) alla libreria caffè del teatro Niccolini (via Ricasoli, 3). L’appuntamento è alle ore 18 a ingresso libero. Sarà presente l’autore, Massimo Zaccaria, introduce l’editore Antonio Pagliai e interverrà Debora Pellegrinotti. Nella notte tra il 2 e il 3 novembre 2023 un intero territorio viene reclamato dall’acqua: tra allerte meteo confuse e silenzio delle istituzioni, un’impressionante inondazione investe Campi Bisenzio e la Piana Fiorentina. Massimo, idraulico di professione, osserva l’assedio dall’alto della sua terrazza e comprende subito la cruda legge della fluidodinamica: mentre l’acqua lambisce le auto in strada, sotto terra un mondo sta già collassando nei ventri di cemento dei garage. Ma il racconto non si ferma a una singola notte: è un diario viscerale e un atto d’accusa che unisce come “vasi comunicanti” intere province tradite. Attraverso il fango di oggi, l’autore riapre le cicatrici mai chiuse di ieri: dalla madre di tutte le piene a Brozzi (1966) al ruggito della montagna a Cardoso e in Versilia (1996); dalla distesa tossica di Albinia (2012) fino al fantasma letale di via Nazario Sauro a Livorno (2017). Un unico, drammatico filo rosso di incuria idraulica che lega la Maremma, la Val di Cornia, la Val di Cecina e Siena, toccando Castagneto Carducci e Campiglia Marittima, fino ad arrivare ai rantoli strozzati di Sesto Fiorentino e Settimello del 2025. È una narrazione corale che raccoglie le testimonianze dirette di chi ha perso tutto nel limo. Un’inchiesta inoppugnabile che unisce la precisione del tecnico alla rabbia di un popolo che, nel momento del vuoto di Stato, ha dovuto farsi argine da solo. Massimo Zaccaria è nato a Mesagne (Brindisi) e vive a Campi Bisenzio. Per un tragico scherzo del destino, abita in via Nazario Sauro: l’esatto omonimo di quella strada di Livorno dove si consumò la drammatica alluvione del 2017. Lavora a Firenze come tecnico manutentore, mestiere che gli ha fornito la lente clinica per comprendere i problemi idraulici del territorio, ma che non lo ha protetto dall’essere un naufrago come tanti altri nel novembre 2023. Avendo vissuto l’assedio dell’acqua e del fango in prima linea, ha scelto di non voltarsi dall’altra parte: ha raccolto la rabbia, le testimonianze e il dolore della sua comunità per farne un argine di parole.