L’aereo che venerdì avrebbe dovuto riportare papa Leone XIV in Italia dopo il suo viaggio apostolico in Spagna è un modello Airbus A320 della compagnia spagnola Iberia. È lungo poco meno di 140 metri e può portare fino a 171 persone. È insomma un aereo come tanti altri, riadattato un po’ per l’occasione: il Vaticano non ha un suo aereo privato e proprio per questo ieri, dopo il guasto tecnico, il re di Spagna Filippo VI ha prestato il suo jet Falcon al papa perché potesse tornare a Roma senza troppi ritardi.
Per i viaggi del papa vengono organizzati voli charter delle compagnie aeree, cioè in sostanza voli privati per il pontefice, il suo seguito di ecclesiastici – tra cui c’è sempre il segretario di Stato, l’equivalente di un ministro degli Esteri del Vaticano – e vari giornalisti italiani e internazionali. Da oltre sessant’anni, quando parte dall’Italia il papa viaggia con aerei di Alitalia (ora ITA Airways), contrassegnati sempre dallo stesso numero di volo: AZ4000. Quando torna usa solitamente aerei di una compagnia del paese in cui si trova. Di solito sono aerei con circa 200 posti, ma le dimensioni possono variare a seconda delle esigenze. I voli su cui viaggia il papa sono soprannominati anche “Shepherd One”, che in italiano vuol dire “pastore uno”, un po’ come l’Air Force One del presidente degli Stati Uniti.













