Voghera. Entrano in due, e mentre uno distrae il farmacista, l’altro fa incetta di prodotti dagli scaffali. È successo ancora, per l’ennesima volta, mercoledì pomeriggio alla farmacia “Gazzaniga” di Voghera, che a seguito di innumerevoli episodi di questo tipo ha deciso di pubblicare il video delle telecamere di sicurezza sulle proprie pagine social. L’ha fatto accompagnandolo con un messaggio polemico “Questo è ciò a cui siamo soggetti tutti i giorni a Voghera – ha scritto il personale –. Le autorità sanno ma nessuno fa niente”. Lo sfogo online è arrivato dopo mesi di denunce che non hanno dato seguito a nessun fermo: le persone che effettuano i colpi sono quasi sempre le stesse, così come le modalità. E non succede solo in piazzetta Garibaldi, ma anche in tanti altri negozi della città.

Un problema comune «Aver reso pubblico cosa accade quotidianamente – spiega Stefano Versiglia, direttore della farmacia – ha sollevato parecchia solidarietà tra i commercianti del centro, alcuni dei quali ci hanno confermato di aver ricevuto la stessa visita parecchie volte. Anche loro, come noi, hanno denunciato, ma non ha condotto a nulla». Il singolo furto non ha comportato una grave perdita economica, ma il reiterarsi della situazione inizia a diventare un problema per tante attività: «Ogni volta che ci fanno visita – dice Versiglia – ci rubano qualche centinaio di euro di prodotti di cosmetica. Se vengono una volta al mese, per dire, alla fine dell’anno tiri una riga e ti rendi conto che l’ammanco inizia a diventare sostanzioso. Adesso denunceremo ancora perché ci è stato detto che, per riuscire a fare qualcosa di concreto, l’unica possibilità è continuare a segnalare. Anche perché più cresce il fascicolo delle segnalazioni e più armi hanno in mano le autorità nel momento in cui dovessero procedere». Oltre a ciò, comunque, la farmacia farà anche degli aggiustamenti al suo interno: «Dal canto nostro - dice ancora Versiglia - cambieremo la disposizione degli scaffali per cercare di avere tutta la merce sempre sotto controllo. Perché le telecamere filmano, sì, ma da sole non bastano: ci vorrebbe una persona fissa a guardarne le immagini per cogliere i ladri sul fatto, e non è certo un’opzione percorribile». La tecnica utilizzata Le registrazioni, peraltro, mostrano bene la tecnica utilizzata dai ladri per mettere a segno il colpo: all’ora di pranzo, quando i clienti sono pochi e al bancone c’è un solo addetto, una persona (in questo caso una donna) si avvicina al farmacista e comincia a chiedere informazioni su qualche prodotto. Nel frattempo chi commette fisicamente il furto (sempre in questo caso, un’altra donna) entra veloce e si accuccia dietro uno scaffale: a quel punto apre lo zainetto e comincia a riempirlo di barattoli e flaconi. Federfarma «I furti in farmacia? Accadono un po’ ovunque, ma spesso non si denunciano neanche». A commentare così la notizia dell’ennesimo colpo alla farmacia Gazzaniga è lo storico direttore di Federfarma Pavia, Gianmaria Gregori. Il quadro tratteggiato dall’associazione di categoria non è allarmista, ma più che altro rassegnato: «Non c’è, per quanto ne sappiamo, una “banda delle farmacie” - dice - perché altrimenti credo che lo avremmo saputo, invece non ci risultano un numero di segnalazioni tali da poter affermare niente del genere. Direi che, se altri negozi a Voghera hanno segnalato la stessa situazione, è probabilmente un problema generale che coinvolge più tipi di attività». Nel resto della provincia, infatti, non si ha contezza di episodi simili. O, quantomeno, non così ricorrenti: «Certo è - continua Gregori - che spesso questi furti, soprattutto quelli che non riguardano il magazzino ma l’esposizione (in cui si tengono prodotti da banco, cosmetici e non veri e propri farmaci) non si segnalano nemmeno, quindi non abbiamo una casistica reale a cui far riferimento. Se la refurtiva ammonta a poche centinaia di euro i farmacisti (ma così come gli altri commercianti) tendono a non denunciare: questo perché, anche se si è ben consapevoli di commettere un errore, difficilmente alla denuncia segue un atto concreto. Tanti negozianti, quindi, di fronte a un danno di poco conto preferiscono soprassedere».