Il tribunale del Riesame ha annullato il maxi sequestro eseguito nell’ambito di una vasta inchiesta relativa a un presunto giro di immatricolazioni in Italia di auto di lusso di provenienza tedesca. Un’operazione che, secondo la tesi degli inquirenti, grazie alla frode dell’Iva avrebbe fruttato ai soggetti coinvolti qualcosa come 43 milioni di euro. Nei mesi scorsi, la corte di Cassazione aveva accolto il ricorso presentato dai difensori degli amministratori delle due società coinvolte nell’indagine, annullando con rinvio l’ordinanza del tribunale del Riesame che aveva confermato il decreto di sequestro emesso dal gip del tribunale estense nel settembre del 2025. Giovedì, il caso è approdato nuovamente in aula. I giudici del Riesame, al termine della nuova valutazione, hanno dunque annullato il sequestro e disposto la restituzione dei beni a proprietari (assistiti in questo frangente dagli avvocati Alberto Bova, Marco Gemelli, Massimiliano Parpiglia e Bruno Salernitano).

L’indagine, lo ricordiamo, prese le mosse da un esposto depositato da un acquirente che segnalava alcune difficoltà nel perfezionamento dell’immatricolazione di una macchina usata, comprata da un venditore tedesco attraverso una concessionaria multimarca. Sin dai primi accertamenti, le fiamme gialle avevano iniziato a sospettare di essere in presenza di un presunto traffico di ampie proporzioni, messo in piedi allo scopo di arricchirsi frodando l’Iva.