Viganò è un pezzo di storia milanese, una bottega storica fondata nel 1919 "dal mio bisnonno come rivendita di materiali da ricamo" spiega Laura Viganò, co-titolare quarantenne, che ha raccolto il testimone allungato fino alla quarta generazione. Per 83 anni il negozio con stoffe, bigiotteria vintage, accessori per capelli e altro è stato in Galleria Vittorio Emanuele II. "Dal 2016 siamo in via Paolo da Cannobio, poco distante. Io, contrariamente a quanto si possa pensare, non sono cresciuta tra le perline. Mi sono innamorata dopo di questo luogo. Volevo dedicarmi alla scrittura e ora scrivo della mia famiglia e di Milano. Perché Viganò è parte della città". Ed evolve. "Negli anni ’80 venivano i turisti giapponesi a cercare i cammei. Oggi abbiamo le code degli adolescenti che cercano ciondolini. Ho scoperto il potere dei social: siamo diventati virali per questo desiderio". Il commerciante lo asseconda, "perché c’è chi viene nel nostro negozio storico per portarsi via un “qualcosa“ che dal punto di vista dei giovani turisti rappresenta l’Italia, Milano. Una parte di noi. Oggi, il Made in Italy si può acquistare anche dall’altra parte del mondo. Qui, bisogna dare di più". E anche l’oggetto più piccolo si riempie di significato. M.V.
Bigiotteria e stoffe: "Amore immutato. I social aiutano"
Viganò è un pezzo di storia milanese, una bottega storica fondata nel 1919 "dal mio bisnonno come rivendita di materiali...









