Il rombo di uno scooter lanciato a folle velocità e un istante appena per accorgersi di quei fari ormai a un palmo di naso. Troppo vicini per tentare uno scatto. Poi il buio e nulla più. Sull’asfalto di Mergellina resta il corpo agonizzante di un uomo “invisibile”. Da tempo la vita gli aveva voltato le spalle, ma giovedì sera il destino gli ha riservato una beffa con un biglietto di sola andata. L’ultima dei suoi sessant’anni: essere travolto e ucciso da un centauro che, nel tentativo di sottrarsi a un possibile controllo dei carabinieri, aveva deciso di percorrere contromano il tratto di via Caracciolo che porta agli chalet. Per il senza fissa dimora non c’è stata alcuna possibilità di scampo. Poco dopo mezzanotte, i medici del Fatebenefratelli non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Un dramma che allunga di un ulteriore tassello la scia di morte sulle strade di Napoli: Sossio D’Ambra è la nona vittima in città dall’inizio dell’anno.

La dinamica A intervenire, poco prima delle ventidue e trenta, sono stati gli uomini dell’unità operativa Infortunistica stradale della polizia municipale diretti dal tenente Vincenzo Cirillo. La scena con cui hanno fatto i conti era di quelle che fanno gelare il sangue: sull’asfalto un uomo privo di sensi, due ragazzi feriti ma coscienti e uno scooter distrutto. Ai caschi bianchi è bastato effettuare i primi rilievi e raccogliere alcune testimonianze per ricostruire l’inferno che si era scatenato davanti al Bar Napoli. Tutto ha avuto inizio con una mossa azzardata. Percorrendo piazza della Repubblica Vincenzo Molinaro, ventinovenne di Melito, nota una gazzella dei carabinieri. Il centauro sa di non avere le carte in regola - non è in possesso della patente di guida e il suo Honda Sh non è assicurato - decide così di giocare di anticipo. Prima ancora che la pattuglia gli intimi l’alt, imbocca contromano l’arteria che costeggia l’area degli imbarchi degli aliscafi. Una manovra senza senso, di cui a pagare il prezzo più alto sarà un uomo che voleva solo attraversare la strada. Le telecamere Terminati i rilievi, gli agenti dell’Infortunistica stradale hanno acquisito e già visionato le immagini registrate da alcune telecamere di videosorveglianza pubblica. I riscontri alla prima ricostruzione non si sono fatti attendere: i frame hanno infatti confermato la corsa contromano del centauro e il fatto che non fosse in atto alcun inseguimento. I carabinieri hanno accelerato la marcia solo dopo aver notato la sua manovra e l’hanno raggiunto passando da viale Gramsci. Al loro arrivo in via Caracciolo, l’irrimediabile era ormai successo. Il “pirata” è stato così arrestato per omicidio stradale aggravato e si trova ora piantonato all’ospedale del Mare, dove rimane ricoverato per una frattura a una gamba. Per un quadro definitivamente chiaro, bisognerà attendere l’esito dei test tossicologici ai quali Molinaro è stato sottoposto dopo lo schianto. La compagna, che si trovava in moto con lui, se l’è invece cavata con qualche escoriazione. La scia di sangue Sossio D’Ambra viveva da tempo ai margini della società. Originario di Frattamaggiore e formalmente residente a Grumo Nevano, aveva compiuto sessanta anni lunedì scorso. Un compleanno trascorso lontano dall’affetto della sorella e dell’anziana madre, che alle prime luci di ieri hanno ricevuto la tragica notizia. La salma, posta sotto sequestro all’obitorio del Secondo Policlinico in attesa dell’autopsia, segna una drammatica statistica. Il clochard, da gennaio ad oggi, è la nona vittima della strada e il quinto pedone a perdere la vita in città. Un trend in leggera controtendenza rispetto al 2025, quando le vittime erano state dodici. Una scia di sangue che si riannoda con la morte di Elvira Zriba, travolta e uccisa quattro anni fa a pochi metri di distanza e con una dinamica simile. Mergellina piange un’altra vittima della stessa imprudenza criminale.