CORDENONS - Ha aperto gli occhi avvolto dal fumo e in pochi istanti si è ritrovato intrappolato nell’appartamento in fiamme. Attimi di paura nel pomeriggio di oggi, venerdì 12 giugno, in via Isonzo, dove un incendio scoppiato in un alloggio Ater ha messo in pericolo un ragazzino di 14 anni che si trovava da solo in casa. Decisivi l’allarme lanciato dai vicini e il rapido intervento dei vigili del fuoco, che hanno raggiunto il minorenne e lo hanno portato in salvo prima che la situazione precipitasse. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e il personale sanitario. Il ragazzo è stato accompagnato in ospedale per accertamenti, mentre sono in corso le verifiche per ricostruire l’origine del rogo, che ha devastato la cucina dell’abitazione e costretto i soccorritori a una complessa operazione di messa in sicurezza dell’edificio.
L’ALLARME Erano circa le 15, quando un incendio è divampato al secondo piano della palazzina Ater, mentre un ragazzino dormiva nella sua cameretta. A strapparlo dal sonno, un fumo denso, acre, irrespirabile. Poi, la corsa contro il tempo e i soccorsi. «È accaduto prima delle 15, perché la mia sveglia del pomeriggio squilla a quell’ora e non era ancora suonata – racconta un vicino di casa il primo a sentire le urla – Potrebbero essere state le due, le due e mezza. Ho sentito gridare “Aiuto, aiuto”, in quello mi sono chiesto cos’è successo e mi sono affacciato alla mia finestra accanto alla sua». Il racconto si fa ancora più concitato. «Per fortuna il vento tirava verso la montagna, perciò non è entrata nel mio appartamento, ma dalla finestra di quello accanto usciva fuori un fumo con l’odore di plastica bruciata, quello tipico delle cucine quando prendono fuoco», riferisce l’uomo. L’AIUTO La lucidità del vicino è stata provvidenziale. «Gli ho detto “bocia, bocia” prendi la federa del cuscino, devi bagnarla, metterla sopra la testa, copri il viso in modo che restino fuori solo gli occhi e poi ne prendi un’altra, la bagni e tieni le mani all’interno che se in caso trovi la maniglia che brucia apri ed esci». E ancora. «Se c’è fuoco torna dentro e se non c’è, scappa», gli dice in qualche modo rassicurando il ragazzino. Quanto accaduto in quell’appartamento è ancora al vaglio delle indagini. «Il ragazzo aveva paura e ha detto: “Ho messo la pentola sul gas e sono sicuro di averlo spento. Era a casa da solo, non c’erano entrambi i genitori. Era solo con il gatto che dallo spavento non lo trovano più», riferisce il vicino. «Poi per fortuna qualcuno ha chiamato i pompieri e hanno risolto la situazione, ma ai miei tempi io mi sarei calato annodando le lenzuola», ha ribadito il dirimpettaio. L’INTERVENTO L’area è stata sigillata in fretta con l’intervento dei vigili del fuoco. E mentre il nastro bicolore delimitava la via e il giardino, gli sguardi dei passanti convergevano su quelle finestre. L’ipotesi di una fuga di gas cede il passo a una dinamica tutta interna alla cucina, ridotta a un cumulo di cenere e resti bruciati, estratti dai pompieri sotto gli occhi attoniti dei presenti. L’aria nel giardino era irrespirabile. Tra le fiamme, si è perso anche Lucky, il gatto della famiglia, nonostante le ricerche disperate dei soccorritori, le nubi tossiche hanno reso impossibile trovarlo. In tanti sperano che sia scappato e che ritorni presto. I vigili del fuoco hanno verificato con un responsabile dell’Ater gli appartamenti del complesso, per ogni precauzione. È stato portato a terra dal secondo piano un mobiletto con le suppellettili della cucina tutti bruciati. La sorella del giovane è arrivata sul posto nel pomeriggio, una volta rassicurata della situazione di salute del fratello, ha guardato con aria desolata la casa, ma la preoccupazione più grande era per Lacky, che solitamente gira per tutta la casa indisturbato. La giovane ha assicurato che il ragazzino solitamente «non cucina, al massimo si fa dei panini al cioccolato, o forse ha acceso i fornelli per profumare la casa». Gli amici venuti sul posto preoccupati hanno provato a chiamarlo a telefono: lui ha assicurato di star bene, ma quando gli hanno chiesto cosa fosse accaduto, ha bruscamente attaccato il cellulare. Hanno ricostruito anche le abitudini, quando a lezioni scolastiche terminate, come in quest’occasione, il pranzo viene fatto prima tra le 12 e le 12.30. «Ho visto i Vigili del Fuoco arrivare – ha riferito Luisa Travanut che vive nello stesso palazzo – abbiamo sentito un forte odore. Per quanto ne so la mamma non era in casa». Sul posto anche la polizia che con i vigili del fuoco sta cercando di far luce su un pomeriggio che, a Cordenons, ha rischiato di trasformarsi in tragedia.







