Prima, una stamberga angusta e diroccata, da fuggire via. Dopo, una piccola dimora di charme che tutti vorrebbero. L’effetto televisivo è garantito, avvince e a quel punto si spegne la tv iniziando a fantasticare di vivere un’avventura così. Succede nella serie factual Case a 1 euro… o poco più, realizzata da Tiziana Martinengo. Su Real Time sono ora disponibili i cinque episodi realizzati in Sicilia, soprattutto in un borgo dell’agrigentino che si chiama Sambuca e dove qualche amministratore intraprendente ha deciso di svoltare nel suo compito ordinario e votarsi al glamour, che poi diventerà televisivo. Sono molti i minuscoli borghi d’Italia che da tempo hanno lanciato l’iniziativa di vendere a poco, ovvero regalare, la proprietà di immobili fatiscenti e abbandonati. Aver creato lo slogan Case a 1 euro è l’altra mossa geniale: il sottinteso, che tutti comprendono al volo, è che bisogna poi presentarsi con una congrua cifra a supporto per ristrutturare e arredare: ma intanto il messaggio accattivante è arrivato.
Nella realtà si saranno verificate soluzioni di ogni tipo, coronando sogni o decidendo di aver fatto una sciocchezza: questa invece è televisione e il lieto fine è obbligatorio. Per cui nelle puntate scorrono personaggi anche un minimo inquietanti - alcuni casi umani veri e propri, ma in senso buono - e soprattutto stranieri di origine siciliana che vengono a riprendersi le origini, come nelle favole. Le squadre di operai, tecnici e creativi del luogo sono formidabili, alla fine salta fuori la bomboniera colorata con affaccio su panorami incantevoli e tutti sono felici. Va detto, anche divertendo parecchio in un gioco tv innocuo (nella realtà chissà) che si segue come una sitcom. E dal divano di casa si sogna, seguendo i dettami di una delle battute di Woody Allen più azzeccate di sempre: “Ho un solo rimpianto nella vita, quello di non essere qualcun altro”. Vale anche per le case da abitare.






