Nel corso della serata inaugurale della Coppa del Mondo, Gianni Infantino ha introdotto con tono informale il tema dell’allargamento del torneo, trasformando però una riflessione tecnica in una battuta destinata a far discutere. Parlando del nuovo format a 48 squadre e delle possibili evoluzioni future, il numero uno della FIFA ha affermato: “Forse con 64 squadre l’Italia si qualificherebbe. Potremmo arrivare a 228 per vedere se ci riesce”. Una frase pronunciata sorridendo, ma immediatamente diventata oggetto di reazioni e polemiche.
Dal format a 48 squadre alle ipotesi di espansione: il contesto
Infantino ha ricordato come il Mondiale appena iniziato rappresenti la prima edizione con 48 nazionali partecipanti, definendo la competizione “enorme” per dimensioni e impatto globale. Nel suo intervento ha anche richiamato le discussioni interne alla FIFA sull’eventualità di un ulteriore ampliamento fino a 64 squadre, proposta che negli anni ha circolato nei vertici del calcio mondiale ma senza mai trovare pieno consenso.
Le reazioni politiche: la battuta non passa inosservata
Le parole del presidente FIFA hanno immediatamente generato reazioni anche sul piano politico. Tra le critiche più nette quella del deputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Amato, che ha contestato il tono dell’uscita pubblica, sottolineando come il ruolo di Infantino richieda maggiore equilibrio istituzionale. Secondo il parlamentare, la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali rappresenta già una ferita profonda per il calcio nazionale, senza bisogno di ulteriori ironie dai vertici internazionali.










