Google ha pubblicato cinque impegni formali sulla gestione idrica dei propri data center, con l'obiettivo di reintegrare il 120% dell'acqua consumata entro il 2030. I dettagli sono illustrati nel blog ufficiale dell'azienda, che fissa un piano su 165 progetti distribuiti in 97 bacini idrografici a livello globale. Gli annunci arrivano in un contesto in cui i malumori pubblici crescono sensibilmente. Un sondaggio Gallup citato nell'annuncio indica che oltre il 70% degli americani � contrario alla costruzione di un data center nella propria area; il 50% cita l'impatto sulle risorse ambientali come motivazione, il 18% l'uso eccessivo dell'acqua in modo specifico. Cinque impegni e 19 miliardi di galloni l'anno I cinque impegni riguardano: la reintegrazione idrica oltre il consumo entro il 2030, la modernizzazione delle infrastrutture idriche comunali, l'adozione di raffreddamento ad aria nei bacini ad alto rischio, la pubblicazione dell'uso dell'acqua per singola struttura e il ricorso ad acque reflue riciclate come alternativa. Google era gi� la prima grande azienda cloud ad aver reso pubblico l'uso annuale di acqua per singola localizzazione dei propri data center, e si impegna a proseguire in questa direzione. I 165 progetti sono attesi a reintegrare 19 miliardi di galloni d'acqua l'anno entro il 2030, pi� del doppio del consumo 2024. Nel solo 2025, la societ� ha gi� reintegrato oltre 7 miliardi di galloni, equivalente al consumo annuale di 70.000 famiglie statunitensi. L'investimento complessivo supera i 500 milioni di dollari in infrastrutture idriche pubbliche, fognarie e di riutilizzo. A questi si aggiungono 17 milioni di dollari annunciati per nuovi progetti in sette stati: Georgia (zone umide sul fiume Flint), Iowa (conversione di 5.000 acri a prato perenne), Michigan (infrastrutture verdi per la gestione delle acque meteoriche), Minnesota (corridoio di un miglio lungo lo Zumbro River), Missouri (98 acri di zone umide sul Blue River), Nebraska (rilevamento perdite nella rete idrica) e Texas. Il raffreddamento a acqua e il dibattito sulle risorse Il raffreddamento a base d'acqua riduce il consumo energetico dei data center di circa il 10% rispetto al raffreddamento ad aria, ma richiede disponibilit� locale della risorsa. Google dichiara di valutare ogni bacino idrico con un approccio basato sui dati prima di costruire nuovi impianti: se le risorse locali sono a rischio, la scelta ricade sul raffreddamento ad aria o su acque reflue riciclate. Un data center di medie dimensioni consuma circa 300.000 galloni d'acqua al giorno, equivalente al fabbisogno di 1.000 famiglie statunitensi. Google precisa per� che il consumo complessivo dei data center negli USA � inferiore all'1% dell'acqua che gli americani usano per irrigare i prati ogni anno. Ben Townsend, responsabile della strategia infrastrutturale e della sostenibilit� di Google, ha spiegato a The Verge la funzione di questo piano come modello di riferimento per l'intero settore: "Siamo solo uno dei tanti player nel settore. Riteniamo sia davvero importante mettere a disposizione un modello che le comunit� possano usare: se qualcun altro arriva e dice 'vorremmo costruire un data center qui', la comunit� pu� rispondere con cinque criteri che mettono al primo posto le persone e il bacino idrico." Townsend ha anche precisato che Google contabilizza l'impronta idrica indiretta della propria catena di fornitura di energia rinnovabile, con l'obiettivo di eliminarla attraverso investimenti in fonti rinnovabili che non richiedono acqua.