BOLOGNA – È ottimista sul futuro dell’Unione Europea Paolo Gentiloni, anche se ci sono nubi all’orizzonte. «Non c’è dubbio che noi europei siamo sotto assedio. È sotto assedio quello che l’Europa rappresenta perché siamo alternativa ai nazionalisti per libertà, diritti, welfare e regole per il digitale». Oggi, aggiunge l’ex commissario europeo per gli affari economici e monetari della Commissione Ursula von der Leyen a Repubblica delle Idee, sull’Europa «c’è una competizione asimmetrica, chi la vuole colpire attacca, chi la vuole difendere è molto europeo, agostiniano: siamo alle confessioni».

Per questo, è chiara la direzione da prendere: «Serve una maggiore sovranità europea, dobbiamo arrivare a una sorta di federazione, pensando non solo alla Difesa ma anche al Tesoro: abbiamo fatto una grandissima operazione creando la moneta unica ma abbiamo la politica monetaria decisa a Francoforte e le politiche di bilancio decise paese per paese». Ma un punto è chiaro: «Io il 2 giugno mi sento un grande patriota italiano, contemporaneamente mi sento anche cittadino europeo e penso che se vogliamo prendere sul serio i problemi, il nostro futuro ha senso se ci riterremo sempre di più cittadini italiani e europei».