Bruxelles – La NATO ha annunciato oggi (12 giugno) che nel corso del prossimo anno ridurrà gradualmente le presenze nella missione Kosovo Force (KFOR) in Kosovo. La decisione – si legge nel comunicato ufficiale dell’Alleanza Atlantica – arriva dopo una valutazione secondo cui “la situazione della sicurezza in Kosovo è migliorata costantemente negli ultimi anni” e “rimane generalmente stabile”. Perciò, “la NATO ottimizzerà la postura della KFOR e adeguerà gradualmente il suo attuale livello di forze nel corso del prossimo anno”.La riduzione non sarà immediata né drastica. L’Alleanza Atlantica sottolinea che manterrà la capacità di intervenire rapidamente e che il processo potrà essere fermato o invertito qualora la situazione sul terreno dovesse peggiorare.La KFOR è la forza militare guidata dalla NATO presente nel piccolo Paese balcanico dal 1999, dopo la guerra tra le forze serbe e la popolazione albanese kosovara e il successivo intervento militare dell’Alleanza. La missione opera sulla base della Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e ha il compito di garantire un ambiente sicuro e la libertà di movimento per tutte le comunità presenti nel territorio.Attualmente la KFOR è composta da 4.600 unità provenienti da 31 nazioni diverse. L’Italia è uno dei contributori principali: non solo conta circa 800 militari schierati – un numero superiore anche ai 700 uomini inviati dagli Stati Uniti – ma il Comando dell’intera missione è affidato al Generale di Divisione dell’Esercito Italiano, Enrico Barduani.Come spiega il comunicato odierno, dalla sua nascita “la configurazione della KFOR è stata costantemente adattata per garantire che la missione rimanesse adeguata al proprio scopo e in grado di rispondere all’evoluzione della situazione di sicurezza”. L’ultimo importante rafforzamento risale al 2023, quando le tensioni tra la maggioranza albanese del Kosovo e la minoranza serba nella cittadina settentrionale di Zvečan provocarono scontri e incidenti che coinvolsero anche i militari della NATO. In quella circostanza, fu deciso il dispiegamento di quasi mille militari aggiuntivi.Oggi, invece, si è deciso di operare un taglio, ma dalla città belga di Mons – sede del Comando Supremo delle Potenze Alleate in Europa (SHAPE) – arrivano parole che puntano ad evitare che l’annuncio sia letto come l’inizio di un progressivo disimpegno. Il Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa, generale Alexus G. Grynkewich, ha voluto sottolineare che “la NATO non permetterà che si crei un vuoto di sicurezza” in Kosovo, ribadendo più in generale il “forte impegno” dell’Alleanza nei confronti dei Balcani Occidentali.“È proprio questo impegno – ha spiegato Grynkewich – che ha contribuito a una maggiore stabilità, man mano che le organizzazioni di sicurezza del Kosovo sono diventate più capaci”. Questa evoluzione ha portato alla situazione attuale, la quale “offre l’opportunità di ottimizzare ulteriormente (già nel gennaio di quest’anno era stato sospeso il dispiegamento di forze di riserva a supporto della missione, ndr) dimensioni e postura della KFOR”, ha concluso il Generale.