Il full hybrid coreano cresce in potenza e maturità. Fluido, efficiente e ben equipaggiato, convince su ogni fronte - tranne qualche ombra degli ADAS

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Hyundai Tucson è uno di quei modelli che non ha bisogno di presentazioni: dal suo debutto nel 2004, Hyundai ha commercializzato oltre 10 milioni di esemplari in tutto il mondo, costruendo una reputazione solida nel segmento C-SUV grazie a un mix riuscito di qualità, tecnologia e rapporto qualità-prezzo. Con il Model Year 2026, il costruttore coreano non stravolge una formula che funziona ormai da tempo, ma la affina dove serviva. La novità più concreta è l'aggiornamento del sistema full hybrid, il powertrain più richiesto della gamma: la potenza complessiva sale da 215 a 239 CV, con benefici diretti su prestazioni, fluidità e consumo - soprattutto nei trasferimenti extraurbani. Il design recepisce il nuovo linguaggio stilistico "Art of Steel" già visto su Santa Fe e Nexo, con linee più tese e un frontale più autorevole, imponente. All'interno, la plancia è stata ripensata per trovare un equilibrio più maturo tra comandi fisici e superfici digitali. La versione che abbiamo provato è la 1.6 HEV AT 4WD in allestimento Exellence con Lounge Pack e Premium Pack - la configurazione più completa della gamma full hybrid - acquistabile a partire da 45.100 euro, con la gamma HEV che parte da 37.500 euro nell'allestimento XTech 2WD.Dimensioni e designTucson è lunga 4,5 metri, con un passo di 2,68 metri, mentre altezza e larghezza raggiungono rispettivamente 1,65 e 1,86 metri - dimensioni che la collocano con autorevolezza nel segmento C-SUV, in diretta concorrenza con Toyota RAV4, Kia Sportage, Nissan Qashqai e Volkswagen Tiguan. Il MY26 porta un look completamente rinnovato ispirato al linguaggio stilistico Art of Steel della Santa Fe: le linee sono più tese e verticali rispetto alla generazione precedente, con un cofano allungato, passaruota marcati e un frontale più imponente e scolpito. I fari a matrice Full LED, di serie sull'Exellence, contribuiscono a una firma luminosa riconoscibile e moderna. Il posteriore è stato ridisegnato con gruppi ottici Full LED e una grafica più lineare, mentre i cerchi in lega da 19 pollici dell'allestimento Exellence completano una silhouette equilibrata, capace di risultare grintosa senza eccessi. Nessuna appendice aerodinamica vistosa, nessuna concessione allo stile fine a sé stesso: la Tucson MY26 vuole piacere restando discreta.Interni e tecnologiaL'aggiornamento del MY26 si sente in modo immediato aprendo la portiera: la plancia ritrova un equilibrio più razionale, con tasti fisici di scelta rapida che affiancano lo schermo centrale, riducendo la dipendenza dal touchscreen nella guida quotidiana - un cambio di rotta apprezzabile e ormai condiviso da diversi costruttori. Il mix tra comandi fisici e virtuali è riuscito, tutti ben disposti, e adeguato il numero di vani e spazi portaoggetti. Il sistema di infotainment si basa su un display touchscreen da 12,3 pollici con Apple CarPlay e Android Auto wireless, affiancato dal quadro strumenti digitale da 12,3 pollici, entrambi non mutati rispetto al modello uscente. Nell'Exellence con Premium Pack sono presenti head-up display, sistema audio Krell Premium e portellone elettrico - dotazioni che alzano sensibilmente la percezione complessiva a bordo. I sedili anteriori sono riscaldabili, ventilati e regolabili elettricamente, con un buon sostegno laterale. Lo spazio è generoso su tutti i posti, con la fila posteriore che accoglie comodamente tre adulti. Il bagagliaio della versione HEV offre 616 litri di capacità, che salgono a 1.795 con gli schienali abbattuti - una delle proposte più generose del segmento.Prova su stradaIl cuore del MY26 è il sistema full hybrid aggiornato: il 1.6 T-GDI abbinato al motore elettrico e al cambio automatico a 6 rapporti eroga ora 239 CV complessivi, 24 in più rispetto alla generazione precedente. Il vantaggio si percepisce fin dai primi chilometri: l'auto è più pronta all'accelerazione e lo 0-100 km/h scende a 8 secondi netti, con una velocità massima di 196 km/h. La spinta è fluida e ben gestita, con il sistema ibrido che lavora in modo quasi impercettibile nella transizione tra motore elettrico e termico. In città l'ambiente è ovattato e rilassante, con le partenze spesso silenziose e il motore che si mantiene discreto anche sotto carichi importanti. L'acceleratore risponde prontamente anche in modalità Eco - migliorata rispetto al MY precedente - e il cambio automatico si dimostra rapido e preciso, senza gli indugi che a volte caratterizzano i sistemi ibridi più estremi. Tra le curve la Tucson sorprende per la sua compostezza: il rollio è ben contenuto, lo sterzo è reattivo e la trazione integrale HTRAC offre rassicurazione su qualsiasi fondo, rendendola versatile anche nelle condizioni meno favorevoli. La piattaforma di questo modello si riconferma un punto di forza, con elevati livelli di rigidità torsionale che restituiscono precisione e tonicità nelle strade più guidate.In autostrada l'insonorizzazione è di ottima qualità, con qualche leggero fruscio che emerge solo su asfalto drenante a velocità sostenute, o quando si richiede tutta la potenza per effettuare un sorpasso all’improvviso. Sul fronte dei consumi, i numeri del MY26 sono convincenti: in città si attestano intorno ai 7 l/100 km, nell'extraurbano si scende a valori prossimi ai 5 l/100 km, mentre in autostrada a 130 km/h si sale a circa 8,3 l/100 km - un risultato da considerarsi onesto per una 4WD di queste dimensioni, sebbene non tra i valori migliori del segmento. Una nota critica va ai sistemi ADAS: globalmente affidabili nei lunghi trasferimenti, mostrano però qualche incertezza in presenza di segnaletica temporanea o in manovre a bassa velocità in incroci congestionati, dove la frenata automatica d'emergenza tende a intervenire in modo superfluo. Inoltre, la frequenza dei “bip” e degli allarmi rischia di infastidire chi siede al volante: diventa ormai una prassi disattivare buona parte di questi non appena si entra a bordo.