Il gip di Napoli Mariano Sorrentino ha emesso un’ordinanza di interdizione dalla professione medica nei confronti del cardiochirurgo cosentino Guido Oppido e della sua vice Emma Bergonzoni. I due sanitari, che il 23 dicembre 2025 eseguirono il trapianto di cuore poi fallito sul piccolo Domenico Caliendo, deceduto successivamente il 21 febbraio presso l’ospedale Monaldi di Napoli, sono stati sospesi rispettivamente per dodici e sette mesi.
Le accuse della Procura e l’esito delle indagini
Il provvedimento accoglie le richieste della Procura di Napoli, nello specifico del pm Giuseppe Tittaferrante e del procuratore aggiunto Antonio Ricci, i quali hanno coordinato le complesse indagini condotte dai carabinieri del Nas sotto la guida del comandante Alessandro Cisternino. Il nucleo centrale dell’accusa riguarda l’ipotesi di falso materiale e ideologico in concorso, reato contestato in relazione alla compilazione della documentazione clinica del piccolo paziente. Secondo l’autorità giudiziaria, i due medici avrebbero attestato falsamente circostanze non rispondenti al vero nel referto operatorio. Nello specifico, avrebbero dichiarato di aver eseguito le manovre di cannulazione e circolazione extracorporea dopo l’arrivo dell’equipe che aveva curato l’espianto a Bolzano, mentre le risultanze investigative indicano che tali operazioni sarebbero iniziate prima del loro arrivo presso la struttura napoletana.










