Tirreno e Adriatico si scaldano oltre 1°C dal 1940: perché il Mediterraneo è così vulnerabile alla crisi climatica?
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Il Mediterraneo corre più veloceTirreno e Adriatico nel clima italianoIl caldo entra nei dati quotidiani
Il mare italiano si sta scaldando più in fretta della media globale. Il dato arriva da ISTAT e riguarda due bacini che toccano direttamente la vita del Paese: il Tirreno e l’Adriatico. Tra il 1940 e il 2025 la temperatura media annua di entrambi è cresciuta di oltre 1°C, con una velocità doppia rispetto alla media globale. Nello stesso passaggio, ISTAT indica questo andamento come una conferma del Mediterraneo quale area di particolare vulnerabilità climatica.
Un grado in più, nel mare, pesa. Significa acqua più calda per periodi più lunghi, stagioni estive che si allargano, coste più esposte agli effetti del caldo e città litoranee che trattengono più umidità anche nelle ore notturne. ISTAT collega questo scenario a un quadro climatico già visibile nelle città italiane: tra il 2006 e il 2023, rispetto alla media climatica 1981-2010, nei 21 capoluoghi di regione i giorni estivi, cioè quelli con temperatura massima sopra i 25°C, sono passati da 101 a 114. Le notti tropicali, con temperatura minima sopra i 20°C, sono aumentate da 38 a 49.











