II 47enne è stato anni in strutture psichiatriche. Alle spalle un omicidio in una rissa
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Cinisello Balsamo, nono piano del palazzone di via Casati 6. Alle prime luci dell'alba di ieri, mentre i carabinieri della stazione locale pattugliavano la strada, hanno visto una densa colonna di fumo nero uscire dall'appartamento. Sono saliti di corsa. Dentro, nell'appartamento all'ultimo piano, l'inferno: il corpo di Giuseppe Arena, 73 anni, detto Pinuccio, era steso sul balcone della camera da letto, carbonizzato. Prima era stato colpito con un mortaio di marmo mentre era a letto, poi cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme dal suo stesso figlio. Un omicidio feroce, intimo, annunciato. Raffaele Arena, 47 anni, italiano, con una storia di disturbi della personalità, è stato fermato sul posto. È stato trasferito nel reparto psichiatrico di un ospedale, piantonato dai carabinieri, a disposizione della Procura di Monza coordinata dal pm Stefania Di Tullio. Indagano anche i Ris di Milano e il medico legale. Le accuse: omicidio aggravato.Ma il dramma più grande è che questa tragedia porta la firma di un fallimento che si ripete. Nove anni fa, giugno 2017, lo stesso Raffaele aveva già ucciso. Vittima un pensionato di 78 anni, disabile, in stampelle. Fuori da un bar a Cinisello gli aveva dato una sberla senza motivo. L'anziano era caduto, aveva battuto la testa ed era morto dopo otto giorni di agonia al Niguarda. Per quel delitto: cinque anni in Rems, poi comunità terapeutica. Poi il ritorno a casa, con il padre.Ieri mattina, poco dopo le 5.30, tutto è esploso di nuovo. Il figlio ha aggredito il padre nella sua camera da letto. Colpi con un mortaio di marmo, poi il liquido infiammabile, il fuoco. Le fiamme sono rimaste circoscritte alla stanza. I carabinieri hanno domato l'incendio con gli estintori in attesa dei vigili del fuoco. Hanno trovato Pinuccio sul balcone, senza vita.La madre di Raffaele, Rosanna Saputo, è sconvolta. Ha raccontato di aver visto il figlio mercoledì sera: «Quando è uscito dalla comunità stava abbastanza bene. Non so cosa può essere successo, non lo so». Raffaele era tornato a vivere con il padre da qualche tempo, dopo la Rems e la comunità. «Dopo la Rems è stato in comunità ed era seguito», ha aggiunto. «Non mi ha mai parlato di problemi tra lui e il padre».Un vicino di casa, che abita nello stesso palazzo da una vita, ha visto i due camminare insieme la sera prima: «Li ho visti ieri sera mentre camminavano lungo la strada, mi sembravano tranquilli. Non mi sono mai accorto di nulla, non ho mai notato atteggiamenti strani. So solo che il figlio qualche anno fa aveva avuto qualche problema con la giustizia».











