Nuova grana per il premier britannico. La crisi del governo laburista potrebbe essere alle porte
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Il governo britannico perde pezzi. Nelle ultime ore le dimissioni rassegnate dal ministro della Difesa John Healey, in polemica con il premier britannico Keir Starmer, aprono un nuovo fronte di crisi per Downing Street, già alle prese con le ricadute derivanti dalla sconfitta alle elezioni amministrative del 7 maggio e con le recenti proteste anti-immigrazione in Irlanda del Nord. “Non sei stato in grado, e il Tesoro non ha voluto, di impegnare le risorse di cui la nazione ha bisogno per difendere il Paese in questo momento di crescenti minacce”. Questo il pesante atto d’accusa, contenuto nella lettera in cui John Haley ha annunciato il passo indietro, rivolto al premier laburista. “Abbiamo bisogno di un nuovo modo di governare e ne abbiamo bisogno subito”, ha scritto il ministro dimissionario chiarendo quale sia la posta in gioco.Anche il ministro delle Forze armate Al Carns e i due assistenti parlamentari di Healey hanno rassegnato le dimissioni. “Healey silura Starmer”, titola oggi, di conseguenza, il Daily Telegraph (quotidiano conservatore) mentre anche il Guardian, punto di riferimento per la sinistra d’Oltremanica, riconosce che le dimissioni choc del ministro della Difesa spingono il premier sull’orlo del precipizio. Lo psicodramma consumatosi giovedì a Londra mina la credibilità di Starmer e rischia di distruggere la sua residua autorità politica, sottolinea sempre il Guardian. Il punto di rottura ruoterebbe attorno al dibattito sulla quota del Pil da destinare alle spese per il settore della difesa. Nel suo j’accuse, Healey non ha lasciato spazio ad interpretazioni. “Avete concordato di spendere il 3,5% del Pil entro il 2035, fino alla prossima revisione della spesa”, ha scritto l’ex responsabile della Difesa sostenendo però che la percentuale debba salire al 3% entro il 2030 e ciò richiede dei piani precisi e non un semplice impegno futuro post-elettorale. Nella sua lettera, l’ex ministro ha rivelato che il governo intende aumentare le spese di appena lo 0,08% del Pil tra il prossimo anno e il 2030, passando dal 2,6% al 2,68%.Haley si sarebbe convinto a gettare la spugna, una reazione che avrebbe comunque colto di sorpresa Downing Street, dopo aver visionato, lunedì, la versione finale del Piano per gli investimenti per la difesa, non ancora pubblicato, che, a detta del ministro dimissionario, non prevederebbe un adeguato stanziamento di fondi per le forze armate.Poco dopo l’inizio della nuova crisi a Londra, Starmer ha nominato il nuovo ministro della Difesa, Dan Jarvis, dichiarando che il suo primo dovere è “garantire la sicurezza del popolo britannico”. “Farò sempre tutto il necessario per proteggere la nostra sicurezza nazionale”, ha aggiunto il premier britannico che ha rivendicato come il suo governo stia “realizzando il maggior aumento continuativo della spesa per la difesa dalla Guerra Fredda”.










