RIVA DEL GARDA. Una società dell’Alto Garda operante nel settore della ristrutturazione e manutenzione di macchinari avrebbe impiegato irregolarmente 127 lavoratori dipendenti, omettendo il versamento di ritenute fiscali e contributi previdenziali per oltre 1 milione di euro. A scoprirlo sono stati i finanzieri della Tenenza di Riva del Garda, al termine di una verifica fiscale avviata nel febbraio scorso.

Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, l’azienda intratteneva rapporti economici con numerose imprese attive nella realizzazione di impianti tecnologici, meccanici ed elettrici e nel settore della produzione della carta. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato che la gestione effettiva della società era riconducibile al marito dell’amministratrice unica, una donna straniera che, stando agli investigatori, sarebbe stata ignara degli aspetti economici e gestionali dell’impresa.

L’attività ispettiva, svolta con la collaborazione dell’Inps di Trento, ha fatto emergere una presunta evasione contributiva realizzata attraverso l’inserimento in busta paga di somme indicate come rimborsi spese esenti, ma considerate dagli investigatori parte della normale retribuzione. La società non avrebbe fornito documentazione in grado di giustificare tali rimborsi e i lavoratori ascoltati non avrebbero confermato l’esistenza di spese sostenute per conto dell’azienda.