MESTRE - Benedetto Belpaese. Quello che Denis Curti dedica all'Italia stessa: ai suoi paesaggi fisici, ai suoi tessuti sociali, ai suoi luoghi e alle sue persone. E come recita il perfetto titolo dell'esposizione "Belpaese. A Photographic Journey" che lo vede protagonista al museo M9 di Mestre. La grande fotografia italiana, in questa prospettiva proveniente dalle collezioni della Fondazione di Venezia, è al tempo stesso il soggetto della mostra, ma anche il medium straordinario con cui ripercorrere la storia collettiva italiana nel corso di un secolo. Attraverso lo sguardo di grandi fotografi, Belpaese racconta la trasformazione della società, la condizione dell'uomo, i suoi rapporti con il territorio e il modo in cui una nazione è stata letta e rappresentata da coloro che hanno saputo registrare e interpretare il presente.

La mostra si configura come un viaggio tra due modalità interpretative, due modi diversi di guardare l'Italia: da un lato la prospettiva documentaria, attraverso la quale molti autori hanno saputo raccontare la condizione dell'uomo e il suo tessuto sociale con estrema lucidità, registrando la realtà con occhio attento e responsabile. Dall'altro, emerge una forte propensione a dedicarsi alla sfera evocativa, a quel processo figurativo che richiede all'osservatore una partecipazione attiva nel decifrare i messaggi nascosti sotto la superficie ambigua di ogni fotogramma. Due modi entrambi essenziali per comprendere nel profondo il nostro Paese. La selezione operata per questa mostra procede da una curatela attenta delle collezioni Zannier e Forma, due nuclei che rappresentano due diverse stagioni della fotografia italiana nel secondo Novecento.