Quando un’iniziativa arriva alla sua seconda edizione, smette di essere una scommessa e comincia a diventare un progetto. È con questa consapevolezza che, negli spazi degli Horti Sallustiani a Roma, è stata presentata la seconda edizione del Premio Magis Bancomat, il riconoscimento letterario che ha scelto di coniugare la grande narrativa italiana con un forte impegno solidale.
Il numero che definisce questa edizione è 300.000 euro. È la cifra che il Premio Magis Bancomat destinerà agli organismi umanitari selezionati dagli organizzatori — Banco Alimentare, Busajo, Caritas, Progetto Rwanda, Save The Children e, da quest’anno, Fondazione AVSI — da distribuire in progetti che combattono la fame, promuovono l’istruzione primaria e sostengono l’imprenditoria femminile. Una cifra in crescita rispetto alla prima edizione, che da sola basterebbe a collocare il Premio Magis in una categoria a sé nel panorama dei premi culturali italiani.
Ma la meccanica del premio aggiunge un elemento ancora più interessante: non sono gli organizzatori a decidere come ripartire i fondi, bensì i vincitori stessi. Chi si aggiudica la sezione Letteratura — riservata agli autori affermati, con un premio personale di 10.000 euro — dovrà scegliere come distribuire 180.000 euro tra AVSI, Busajo, Caritas, Progetto Rwanda e Save The Children, con ciascun ente che riceve una quota base di 30.000 euro e quello prescelto che ne ottiene altri 30.000 aggiuntivi. Il vincitore della sezione Esordienti, premiato con 4.000 euro, avrà invece l’onere e l’onore di assegnare 120.000 euro ai tre progetti del Banco Alimentare preselezionati, secondo lo stesso meccanismo.









