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Caro onorevole Roberto Vannacci, mi tocca un altro di quelli che lei spaccia come attacchi personali. Ma non sono Lilli Gruber (le mandi un mazzo di fiori, li merita tutti), e conoscendo - diciamo - "la destra vera" mi e le pongo domande doverose. Non sono generale, ho militato come semplice "colonnello" nel Msi e poi in An e il ricordo mi fa venire ancora i brividi. Non le dico La Destra, poi. Non può immaginare, non avendola potuta conoscere o vedere in quei contesti. Però, il dubbio prende sempre più consistenza: proprio per il rispetto che ho per lei - le ho dato il mio voto alle europee - mi chiedo dove vuole portare Futuro Nazionale, se cerca davvero l’alleanza con il centrodestra o se è indifferente rispetto al rischio di trovarci al cospetto di un governo Conte-Schlein.
“A lei piacciono i clandestini”, “Sciocchezze”. Botte da orbi tra Vannacci e Gruber
Passeggiavo per la Camera dei Deputati e ho ascoltato ieri la dichiarazione di voto sul decreto sul salario giusto del suo deputato Bof, che si è detto favorevole al salario minimo orario. Come Conte. Come Schlein. Come Fratoianni. Come Bonelli. Pensavo di essermi confuso, poi ho ascoltato l’on. Rizzetto presidente FdI della commissione lavoro - c’è il suo video - e ho avuto conferma: avevo ascoltato bene. Poi, vedo che sulla fiducia posta dal governo sul provvedimento i suoi deputati hanno votato contro. Sì al provvedimento, no alla fiducia. La memoria mi porta dalle parti del mio ex collega onorevole Clemente Mastella. Destra autentica, questa? Lungi da me ogni volontà di provocazione, ma serietà impone risposte precise. Se è questo il programma economico di Futuro Nazionale è bene saperlo. Perché ormai rischia di apparire evidente che lei, onorevole, non voglia affatto allearsi col centrodestra. La stessa trasmissione con la Gruber può esaltare chi ha deciso di seguirla senza un perché o chissà quali motivi, ma non ha fatto che rafforzare le perplessità di chi è curioso di capire che cosa sta proponendo lei. Lilli la rossa, con quell’aggressione tv, ha fatto il suo mestiere. Buon per lei, onorevole, che in quelle occasioni sa non perdere i nervi ed evita - solo in casi del genere - di strabordare contro gli «attacchi personali». Sicuramente apprezzabile il suo tono verso Giorgia Meloni, con una postura aperta e civile il che è anche saggio da parte sua. Ma c’è un ma, mi consenta: perché insiste in attacchi che paiono sconsiderati assai verso Matteo Salvini e anche contro Marina Berlusconi?














